LONATO – Una colata di cemento per Maguzzano, sì Soprintendenza

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Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni espresse da Daniela Carassai, consigliere di minoranza del gruppo ViviAmo Lonato. Il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza rende, di fatto, prossima l’edificazione a ridosso delle mura dell’Abbazia di Maguzzano.

maguzzano

Diventa sempre più difficile trovare la coerenza nelle scelte delle istituzioni.

Per i 3200 mc di cemento a ridosso dell’Abbazia di Maguzzano, la Soprintendenza di Brescia e la Commissione per il Paesaggio di Lonato hanno, in prima battuta, dato parere favorevole.

L’inefficienza dei due enti preposti alla tutela del territorio si è resa palese nel momento in cui non si sono accorti che il loro parere si basava sull’unica fotografia “falsa” allegata al progetto.

E’ così che, dopo l’esposto di Viviamo Lonato, attenta al territorio non solo a parole, l’area tecnica del comune di Lonato annulla la pratica e la Soprintendenza revoca il parere favorevole considerata la prevalente importanza dell’art. 9 della Costituzione rispetto alle norme urbanistiche e agli interessi privati, lasciando quindi presagire un epilogo favorevole per l’area di grande pregio ambientale e storico quale è Maguzzano.

La nuova pratica inerente le quindici abitazioni che andranno a deturpare irrevocabilmente il cono ottico dell’Abbazia, viene ripresentata e approvata nuovamente dalla Commissione per il Paesaggio del comune di Lonato: “Dall’Abbazia la percezione dell’intervento è parziale” e, con sommo stupore anche dalla Soprintendenza che ora ignora completamente l’art. 9 della Costituzione al quale si era appellata solo alcuni mesi fa. Davvero incomprensibile poi, quando la Soprintendenza, nel parere espresso il 10 gennaio 2014, afferma: “Atteso che l’intervento entra in stretta continuità con un’area già edificata ..”. Questo vuol dire che, visto che qualcuno ha già rovinato l’area di pregio, non si vede il motivo per cui non si possa continuare. Per inciso, l’area già edificata a cui si fa riferimento, è composta da una ventina di abitazioni di cui una sola è abitata il fine settimana e non è contigua all’area dove si realizzerà l’opera.

Naturalmente tutto è stato reso possibile dal PGT approvato dall’Amministrazione Bocchio dove le aree di salvaguardia vengono bucolicamente dipinte di verde se non fosse poi per quei numerini delle “norme particolari” che prevedono migliaia e migliaia di mc di cemento.

E così, mentre i paesi confinanti, Padenghe e Desenzano, tutelano le aree di salvaguardia, Lonato ancora si distingue per la sua “sensibilità ambientale”.

Viviamo Lonato ha già preparato due ricorsi che invierà in Procura e in Regione Lombardia.

 Daniela Carassai

 

2 Commenti

  1. Non conosco il caso, ma se è così complimenti alla Soprintendenza di Brescia che si conferma un ente autarchico dalle logiche imperscrutabili, una umorale torre d’avorio di incomunicabilità, che perpetua una visione sul fotovoltaico anti-storica e anti-europea e, almeno sul Garda dove vivo, dalle incomprensibili indulgenze urbanistiche.
    Ecco ad esempio il mio caso:
    http://garda2o.wordpress.com/2013/07/26/fotovoltaico-la-soprintendenza-fa-politica-senza-averne-titolo/

    Veramente incredibile!
    Spero che la classe politica si svegli o ponga un limite a questo assurdo arbitrio da parte della Soprintendenza.

  2. La politica ha già dato il suo contributo con il PGT dell’amministrazione Bocchio. Occorre mettere in campo la volontà dei cittadini, unirsi, protestare, far sentire la voce unanime di contrarietà al cemento in una zona di così elevato pregio paesaggistico, storico, culturale. L’appello è rivolto a tutti agli abitanti dei comuni limitrofi, confinanti, della Valtenesi, dell’entroterra . Uniamoci perché questo non è un problema locale, la devastazione del territorio è un problema nazionale.

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