BRESCIA – Primi 120 mln per Tav sul Garda. Parolini (Ncd): “Speriamo minore impatto”

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“La Tav rappresenta sicuramente un’opportunità per tutto il territorio bresciano, un’infrastruttura che porterà benefici sia dal punto di vista turistico sia commerciale. Questo, però, non ci deve far dimenticare la priorità della salvaguardia del nostro territorio, da qui nasceva la mia richiesta, avanzata già dal 2012 con una mozione, di modificarne il tracciato così da evitare il passaggio invasivo nella zona vitivinicola del Lugana di grande importanza e in pieno sviluppo”.

Tav Bs Br normalQuesta la posizione del capogruppo del Nuovo Centrodestra in Regione Lombardia, Mauro Parolini, ribadita durante l’audizione, avvenuta oggi nella seduta della Commissione Regionale Territorio, con l’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Maurizio Del Tenno, sul tracciato Tav nella zona del lago di Garda. “È però oggi evidente – prosegue Parolini – come, di fronte allo stanziamento della prima tranche di circa 120 milioni avvenuta tre mesi fa, si renda più difficile l’ipotesi di un cambiamento del percorso. Ho invitato, però, l’assessore Del Tenno a fare tutto il possibile per garantire una profonda revisione del progetto definitivo per ridurre al minimo l’occupazione delle aree e rivalutare la disposizione dei cantieri in una delle più importanti aree turistiche e agricole della Regione.

Con l’audizione – conclude il capogruppo del Ncd – da parte dell’assessore abbiamo ricevuto la conferma che la modifica del percorso è oggi una soluzione impraticabile, sia per l’avanzamento del progetto sia per l’aumento dei costi. Allo stesso tempo abbiamo però avuto l’assicurazione che il Ministero ha recepito la nostra richiesta di ridurre al minimo l’impatto ambientale dei cantieri con uno specifico richiamo alla salvaguardia delle aziende agricole con produzione vinicola DOC”.

In particolare l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Maurizio Del Tenno, ha sottolineato che “l’individuazione di una nuova localizzazione del tracciato a questo punto della procedura, comporterebbe la ripresentazione di un nuovo progetto preliminare o di una variante sostanziale, con conseguente rifacimento della procedura già svolta di approvazione Cipe e di Via”. Nel caso della ripresentazione di un nuovo progetto, infatti, si verrebbero a creare alcune criticità, tra le quali: rimettere in discussione tutto il consenso territoriale a suo tempo manifestato, una forte dilatazione dei tempi per un’opera comunque ritenuta necessaria e una modifica della previsione finanziaria e conseguente aumento dei costi.