GARDONE – Nuovo rondò per Inzino. Molgora: “Non potevamo spendere” (video)

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E’ stata aperta al traffico ieri mattina, alla presenza delle autorità, la nuova rotonda di Gardone Valtrompia, sulla Sp 345 nei pressi del deposito degli autobus e collegata con il ponte bianco che per diversi mesi è rimasto sospeso sul Mella. Il sindaco Michele Gussago non ha esitato a definirla un’opera storica per il paese che, nonostante si trovi a Gardone, “servirà tutti i cittadini che qui lavorano, si spostano e raggiungono l’offerta turistica del Maniva”. Il primo cittadino è stato accompagnato nell’occasione dal presidente della Provincia Daniele Molgora e dall’assessore ai Lavori pubblici di Palazzo Broletto Mariateresa Vivaldini che hanno fatto la “pace” con l’amministrazione gardonese dopo le critiche e minacce di vie legali lanciate da via Mazzini al mancato arrivo dei fondi dalla provincia. Se la tangenziale alternativa alla provinciale e il ponte erano già stati realizzati a spese del Comune e pronte per essere percorse, l’ultimo tassello era proprio il collegamento con la rotatoria di competenza provinciale e che da ieri, dopo poco più di tre mesi di lavori, è realtà.

Vivaldini Molgora e GussagoNon è stato un taglio del nastro definitivo perché gli ultimi lavori per rifare i marciapiedi, l’illuminazione, i tappeti d’usura e mettere in sicurezza la zona andranno avanti fino a maggio quando è prevista l’inaugurazione vera e propria, ma gli automobilisti hanno due opzioni evitando il traffico in centro storico. La rotatoria, finanziata per 550 mila euro di cui 500 mila a carico della provincia e 50 mila da parte del Comune come prevede un accordo di programma firmato nel dicembre del 2006, collega Gardone alla frazione di Inzino e di fatto evita il trambusto in entrambe le direzioni lasciando la Sp345 ai mezzi pesanti e la bretella alle auto. In particolare, la tangenziale per chi è diretto verso l’alta valle può essere imboccata da via Grazioli al complesso Le Torri, costeggiando il parco Mella verso via Rovedolo e sbucando sulla provinciale all’altezza della rotonda. Per chi, invece, procede verso Brescia la soluzione più breve è affrontare il rondò e percorrere il ponte bianco sul Mella.

Ponte sul Mella
Ponte sul Mella

“Con questa opera mettiamo anche fine alle polemiche iniziali sul mancato arrivo dei fondi – ha detto il presidente Molgora – colpa non della Provincia, ma del Patto di stabilità che non ci ha consentito di inviare prima i soldi per la costruzione e aprire gli appalti. Alla fine del 2013 abbiamo chiuso le pratiche con tutte le imprese che lavorano per noi su tutte le infrastrutture, segno che i soldi ci sono (200 milioni di euro in cassa) ma non possiamo spendere come vogliamo”. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espressa l’assessore competente Mariateresa Vivaldini. “Avremmo voluto procedere al passo con la costruzione della bretella – ha detto – ma non potevamo liquidare le risorse sui lavori di nostra competenza”. La rotonda ha sostituito il vecchio incrocio a raso tra le vie Madonnina, Domenico Tonini e proprio la variante per ridurre la velocità sulla strada, abbassare il rischio di incidenti e allacciarsi con la bretella. Per collegare il ponte al rondò è stato realizzato un tombotto in cemento armato da 48 metri con l’intubamento del canale della Fucina.

“Si chiudono anni di sacrifici e lavoro da parte del Comune e dei cittadini – ha detto il sindaco Gussago – perché non è solo questione di viabilità, ma aiuta il tessuto economico della valle: basti pensare a un imprenditore che dopo aver visto la bretella si è proposto per rilanciare un’azienda abbandonata, è un segnale importante”. Parlando di strade e infrastrutture, l’occasione è stata utile anche per delineare i futuri step dell’autostrada e dare speranze per un’opera quasi leggendaria. Entro gennaio, come hanno confermato Molgora e Vivaldini dopo le notizie dei giorni scorsi, sarà definita la gara e messa in appalto, con l’inizio dei lavori da luglio.

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