BRESCIA – Fisco e redditi, sono prescritti gli anni d’imposta fino al 2004

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Ai fini degli accertamenti fiscali, dall’1 gennaio 2014 sono prescritti gli anni fino al 2008 compreso. E’ possibile pertanto accantonare le scritture contabili e i documenti relativi agli anni prescritti a fini fiscali anche in luoghi diversi dalla sede dell’attività. Per quanto concerne i controlli dell’Amministrazione finanziaria in ordine all’utilizzo di crediti inesistenti per eseguire versamenti con modello F24, l’eventuale atto di recupero di tali crediti dovrà essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di utilizzo del credito inesistente (pertanto, in tale ipotesi, dall’1 gennaio 2014 è decaduto il potere di accertamento delle annualità fino al 2004 compreso).

Anni impostaSi rammenta inoltre il raddoppio dei termini di accertamento in caso di illeciti correlati al processo di attività in Paesi black list. In particolare, il raddoppio dei termini riguarda le violazioni relative all’errata/omessa compilazione del modulo RW di Unico. In tali casi, l’Ufficio potrà notificare l’avviso di accertamento entro il 31/12 dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (pertanto dall’1 gennaio 2014 è decaduto il potere di accertamento delle annualità fino al 2004 compreso). Si ricorda infine che in presenza di violazioni comportanti l’obbligo di denuncia penale per i reati tributari di cui Al D. Lgs n.74/2000, è previsto il raddoppio dei termini ordinari di accertamento.

Pertanto, se nel corso di un controllo (anche incrociato presso terzi), l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza dovessero rinvenire seri indizi di reato, il termine di accertamento per le dichiarazioni presentate diviene il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (quindi, al verificarsi di tali ipotesi, dall’1 gennaio 2014 la prescrizione copre le annualità fino al 2004 compreso). E’ opportuno pertanto tenere a disposizione la relativa documentazione anche in luoghi diversi dalla sede dell’attività. Ai fini civili le scritture e tutti i documenti devono essere conservati per dieci anni: pertanto dall’1 gennaio 2014 è venuto meno l’obbligo di conservare i documenti relativi all’anno 2003.

In considerazione dell’estrema delicatezza della materia previdenziale, è consigliato conservare tutti i documenti concernenti i dipendenti e i relativi versamenti previdenziali nonché tutte le distinte dei versamenti previdenziali di lavoratori autonomi (es. artigiani, commercianti, professionisti ecc.), ai fini della ricostruzione dei periodi contributivi. Inoltre, qualora siano aperti dei contenziosi con gli Uffici finanziari o con gli Enti previdenziali si renderà necessario conservare in ogni caso i relativi documenti fino alla conclusione del contenzioso.