BASSO GARDA – Aut aut delle Belle Arti contro l’abusivismo nei campeggi

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Prima l’Iseo, poi il Garda. La bufera scatenata contro il Sebino dalla Soprintendenza sta per abbattersi anche sul Benaco. Nel mirino verande, logge, prolunghe e strutture varie che hanno trasformato campeggi ed aree di sosta in una specie di villaggi maldiviani.

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L’attuale legge regionale, in vigore dal 1981, prevede che non vi sia necessità di licenza edilizia per tutti gli allestimenti con meccanismi di rotazione in funzione. In altri termini camper, roulotte e affini. In molti casi, però, i campeggiatori si sono spinti ben oltre le ruote. Da qui è partita la crociata contro l’abusivismo, anche perché molte “baraccature” hanno una durata che trascende la stagionalità e sono in procinto di divenire perenni.

Dopo tanti anni di silenzio e tolleranza, quindi, le Belle Arti hanno deciso di usare il pugno duro per sanare la situazione. Da qui, l’intimazione ai Comuni interessati di far smantellare entro 90 giorni allestimenti e prolungamenti privi del permesso di costruire e di annessa autorizzazione paesaggistica. Tra i campeggi nell’occhio del ciclone, parecchi si trovano nel Basso Garda, in particolare in Valtenesi. Il presidente dell’Unione dei Comuni, Paolo Simoni, ha già annunciato una riunione straordinaria per affrontare l’emergenza. «Faremo quadrato per difendere il nostro turismo – spiega il sindaco di Manerba – e per evitare ogni conflitto presenteremo alla Soprintendenza una linea d’intesa collettiva, una strategia comune».

La parte più colpita, ovvero campeggiatori e titolari di campeggi, è rimasta senza parole di fronte alla repentina istanza, priva di delucidazioni chiare e richiesta in tempi troppo brevi per essere fattibile. A loro non resta che sperare in una moratoria, con tanto di regolarizzazione, sull’esistente per poi ripartire da zero nel rispetto di una normativa ineluttabile ed aggiornata.