BRESCIA – Delitto Ragnoli: condannati i mandanti. Il fatto 7 anni fa

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I fatti risalgono a 7 anni fa: nel primo pomeriggio del giorno dell’Epifania, nel 2005, Giancarlo Ragnoli, allora 42enne, si trovava nella sua casa, a Roncadelle, costretto al regime degli arresti domiciliari. Stava guardando la tv quando un uomo si era presentato alla porta della sua abitazione e contro di lui aveva esploso ben sei colpi di pistola. La vittima, ultrà del Brescia, era stata colpita all’addome, al torace e ad una gamba. Troppo gravi le ferite perché potesse sopravvivere fino all’arrivo dei soccorritori.

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Le indagini sul delitto sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brescia, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Brescia, e dopo 7 anni hanno consentito di chiudere il cerchio intorno a coloro che sono risultati essere mandanti ed esecutore materiale dell’efferato omicidio. Fondamentali le dichiarazioni rese dall’esecutore nel 2012 pentito del reato commesso.

I due mandanti sono stati condannati nei giorni scorsi per omicidio premeditato. Il procedimento s’è svolto con rito abbreviato con conseguente riduzione di un terzo della pena. A conclusione del procedimento Luigi Dordi, 37enne di Brescia, è stato condannato per omicidio premeditato a 14 anni di reclusione, un suo complice a 9 anni. Il pm Claudio Pinto aveva chiesto rispettivamente 12 anni e 9 anni e 8 mesi.

Nella vicenda è coinvolto anche Davide Bettera, 35enne di Iseo, rinviato a giudizio perché ritenuto essere l’esecutore materiale del delitto. Sarà giudicato dinnanzi alla Corte d’Assise il prossimo 22 gennaio. Per la Procura l’esecuzione è maturata nel mondo della droga e Bettera avrebbe ricevuto 12mila euro da Dordi per eliminare l’ultrà.

Ennio Buffoli, difensore di Dordi, aveva chiesto l’assoluzione. Dopo la condanna ha obiettato che le dichiarazioni del pentito a suo giudizio non possono considerarsi sufficienti per rendere le accuse. Ha aggiunto che il suo assistito soffre di problemi psichici e pertanto all’epoca dei fatti avrebbe potuto essere incapace di intendere e di volere. Al momento Dordi è recluso a Castiglione delle Stiviere.