NEW YORK – Vogue America: la burrosa Lena Dunham in copertina

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Regista, sceneggiatrice, attrice, femminista, attivista. La burrosa Lena Dunham fa teneramente arrabbiare i giovani laureati alla disperata e ossessiva ricerca di un lavoro. Proprio sul tema della disoccupazione ha infatti fondato la sua carriera, sceneggiando prima il lungometraggio autoprodotto a ventiquattro anni (sì, ventiquattro) “Tiny Furniture”, poi la serie tv HBO “Girls”, l’anti “Sex and te City” della nuova generazione, nella quale, come se non bastasse, recita nel ruolo della protagonista Hannah.

VogueEsplicito, disarmante e crudo: il suo è uno show senza peli sulla lingua, proprio come lei.

Criticata spesso per la sua persona troppo fuori dagli schemi, Lena sta diventando icona delle ragazze formose e orgogliosamente sciatte. Con le sue pallide curve impreziosite da tatuaggi puerili (presi dai libri di favole della sua infanzia) si mostra alle telecamere senza pudore o vergogna, spesso struccata (interessantissimo e per nulla vanitoso il suo profilo Instagram), a volte radiosa nonostante i chili in più.

Non è la prima, forse. Adele e Beth Ditto ne sono la prova. Ma il suo carisma è essenzialmente unico nella sua ironia dissacrante.

Ed ecco la consacrazione: la copertina di Vogue America. E un servizio fotografico, splendido e abbastanza eccentrico per la sua personalità, che porta la firma di Annie Leibovitz.

A febbraio Lena guarderà dunque i passanti adocchiarla da ogni newsstand, sensuale e bella, per niente goffa come talvolta appare; anche se, forse, è proprio ciò che vuole.