BRESCIA – Il Riesame la rimette in libertà, lei vuole restare in carcere

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L’Unione Europea continua a mandare moniti all’Italia per richiamarla sulle disumane condizioni di detenzione cui i carcerati sono costretti, ma per qualcuno il carcere, a quanto pare, non è poi così male.

Anna Maria Busi, 50enne bresciana, ad aprile del 2012 era stata arrestata con l’accusa di far parte di una pericolosa organizzazione internazionale dedita al traffico di sostanze stupefacenti. I Carabinieri e la Guarda di Finanza, su indicazione dell’Antimafia, avevano disarticolato con l’operazione Elefante Bianco una multinazionale dedita allo spaccio. 58 persone erano finite in manette, tra le quali anche la signora Busi.

verzianoL’organizzazione, secondo gli inquirenti, avrebbe spostato dalla ex Jugoslavia all’Italia oltre 300 chili di cocaina e la donna, titolare di un negozio di vecchi mobili nella zona del Carmine, dopo l’arresto era stata sottoposta alla misura della custodia cautelare.

Misura scontata nel carcere di Verziano fino a qualche giorno fa, quando a ridosso delle festività natalizie il suo avvocato ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame, ritenendo cessate o comunque ridimensionate le esigenze cautelari sussistenti al momento dell’arresto. La difesa ha chiesto la scarcerazione ed il giudice hanno accolto la domanda, La donna ottiene quindi la rimessa in libertà, ma il giudice le impone il divieto di residenza a Brescia e provincia al fine di scongiurare il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. “Adesso io dove vado?” ha chiesto agli operatori del carcere, costretti a buttarla fuori di peso dall’istituto penitenziario. “Non fatemi uscire!”.