SAREZZO – “Primo Levi” nel progetto su violenza in famiglia e parità

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Famiglia, violenza e pari opportunità. Sono i temi trattati ieri alla scuola superiore “Primo Levi” di Sarezzo nell’ambito di un progetto contro la violenza domestica che coinvolge anche gli studenti valtrumplini delle terze e quarte di Sarezzo e Lumezzane dello stesso istituto. L’incontro preliminare si è svolto nell’aula magna alla presenza del preside e vice rispettivamente Mauro Zoli e Ugo Taiola, della direttrice dell’Osservatorio Nazionale Violenza Domestica (Onvd) Marina Baccicconi, la sua collaboratrice Silvia Rossi e l’assessore provinciale all’Istruzione Aristide Peli. L’iniziativa era stata avviata come progetto pilota in Veneto, i cui assessorati ai Diritti umani e Sanità della Regione lo finanziano.

Marina Baccicconi parla agli studenti
Marina Baccicconi parla agli studenti

L’esperienza, presentata in provincia di Brescia lo scorso ottobre, ha coinvolto i giovani studenti facendo compilare a dicembre un questionario sui valori della famiglia non solo come supporto economico, ma anche affettivo e di collaborazione. Le domande, rigorosamente anonime, chiedevano ai ragazzi quali valori ci fossero in famiglia, il tema della violenza e il pensiero sulle pari opportunità. E dall’incontro è emerso come la spinta debba partire dalle istituzioni. “Certamente le autorità devono lanciare l’incipit – dice l’assessore Peli – perchè non solo la violenza domestica, ma quella in generale deve partire dal rispetto degli altri e dei diritti umani, principi fondamentali a iniziare dalla scuola”. Sulla stessa lunghezza d’onda è stato anche il dirigente Mauro Zoli che ha parlato “di temi che gli studenti possono approfondire grazie a questi incontri e che la scuola, per forza di cose, non può non affrontare”.

La direttrice dell’osservatorio, invece, in passato medico legale e con varie esperienze giuridiche e non solo, alle spalle, ha tenuto una vera e propria lezione di diritti agli studenti, condannando anche lo Stato “che delega le questioni sempre agli altri, non si prende mai responsabilità e non vuole affrontare il tema”. “Pari opportunità non vuol dire che donne e uomini debbano avere gli stessi diritti – ha detto – ma devono partire dalle stesse condizioni, donne e uomini devono poter competere per raggiungere le posizioni cui ambiscono. Quando manca il rispetto per gli altri, per i diritti umani e se si considera la donna come una serva, allora può provocare violenza”. La violenza in senso generale, non solo domestica dove secondo i dati delle procure, forze dell’ordine, polizia e tribunali, un terzo degli uomini subisce.

In Veneto, dove è stata lanciata l’idea, in sette anni sono state 15 mila le vittime dirette che hanno subito violenza, tra schiaffi e cattiverie fisiche, non sono comprese quelle psicologiche. “Voglio parlare con voi perché siete giovani ma diventerete grandi – ha detto Baccicconi rivolta agli studenti – mi interessa sapere cosa ne pensiate della famiglia e della responsabilità che tutti dovrete avere quando sarete chiamati a decidere per voi stessi”. I questionari compilati il mese scorso saranno elaborati dall’osservatorio che presenterà i risultati finali il 23 marzo. Infine agli studenti sono stati consegnati due libri realizzati dall’ente patrocinato dal Ministero dell’Interno: “Sette anni sulla soglia…” che analizza i dati sulla violenza in famiglia dal 2006 al 2012 e “Violenza in famiglia: l’altra parte della realtà”.