PARIGI – Hollande, tra Valérie e Julye

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“Le questioni private si trattano in privato”. Non fa una piega il concetto espresso dal presidente francese Francois Hollande, travolto in questi giorni dal circo mediatico creatosi attorno alla sua relazione con l’attrice Julye Gayet (portata alla luce dalla rivista Closer, che lo ha immortalato sul suo motorino raggiungere l’appartamento nel quale si incontravano).

Ma i francesi (e il mondo) vogliono sapere un po’ di più.

closer-hollandeLa sua risposta al giornalista che ieri, durante la conferenza stampa, gli chiedeva delucidazioni in proposito alla difficile situazione privata (che ha visto anche il tracollo nervoso dell’attuale compagna, Valérie Trierweiler) è stata chiara. Non è ancora il momento per parlarne apertamente e pubblicamente.

(Praticamente) confermate le voci sulla relazione clandestina, la Francia ha quindi sollevato dubbi politici che invadono necessariamente il privato del presidente: com’è possibile che la scorta abbia permesso una tale invasione negli affari privati di Hollande? “La mia sicurezza è garantita, con un servizio assolutamente efficiente”, egli rassicura.

E come ha intenzione di comportarsi il presidente nei confronti della rivista che ha così brutalmente urlato al mondo la sua relazione? “Sono contrario alle leggi di circostanza”. Se quindi da cittadino normale avrebbe potuto denunciare questa violazione della privacy, ora come ora non se la sente di porre la rivista Closer in una situazione così delicata, che lo vedrebbe giocare con armi inevitabilmente impari, dal momento che egli, ora, gode dell’immunità.

“Non è ancora il momento giusto” per parlarne, dunque. Ma, Hollande promette, certamente prima del viaggio negli Stati Uniti previsto per il prossimo 11 febbraio renderà nota la Première Dame. Valérie o Julye che sia. Nonostante, dichiara, “non esiste lo stato di première dame, non è mai esistito. È una prassi che è cambiata nel tempo”.