NEWGEN VOICE – Mini Imu, cos’è e come si calcola

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Le recenti novità in materia di fiscalità hanno portato all’introduzione della c.d. Mini Imu, tassa che non sarà dovuta da tutti, ma solo dai proprietari di immobili classificati come ‘prima casa’ nel soli Comuni che nel 2012 hanno ritoccato al rialzo le aliquote base fissate da Governo dello 0,4 per mille. Si tratta di un’imposta residuale finalizzata a consentire ai Comuni di riempire il buco nelle casse comunali per quella parte di Imu in più che i cittadini pagavano rispetto all’aliquota fissata dallo Stato. La tassa si paga non solo sulla prima casa ma anche su tutte le pertinenze, mentre non è dovuta dai proprietari degli immobili di pregio (classi A1, A8 e A9) perchè hanno già pagato in altra forma (Imu pagata nel mese di dicembre) il dovuto. Il termine ultimo fissato per il pagamento è il 24 gennaio, data in cui gran parte dei contribuenti inagureranno l’anno fiscale col pagamento del primo tributo.

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Come calcolarla? Attraverso un dribbling tra percentuali, sottrazioni aliquote e detrazioni. Prima di tutto è necessario consultare il sito del Comune dove l’immobile si trova al fine di verificare quanto l’Imu era stata ritoccata all’insù nel corso del 2012. Va versato il 40% della differenza fra le aliquote e le detrazioni decise dai comuni e l’ammontare dell’imposta dovuta in base ad aliquote e detrazioni nazionali. Va quindi considerata sia l’aliquota sia la detrazione che nel 2013 era stabilita in 200 euro per immobile, aumentato di 50 euro per ciascun figlio residente.

Per calcolare la Mini Imu bisogna partire dalla rendita catastale riportata sull’atto di acquisto. Questo importo deve essere incrementato del 5% ed il totale ottenuto va moltiplicato per 160 al fine di arrivare al valore della rendita catastale. Su quest’importo bisogna calcolare l’aliquota Imu decisa dal Comune (es: il 5 per mille) e sottrarre le detrazioni previste. Sullo stesso importo si deve poi calcolare l’aliquota decisa dallo stato (il 4 per mille) e sottrarre le detrazioni (200 euro per immobile, aumentati di 50 euro per ogni figlio residente di età inferiore agli anni 26). Ottenuti i due importi, bisogna dal primo sottrarre il secondo e quel che va versato è il 40% della differenza. Se l’immobile ha più proprietari o se il possesso è stato limitato solo ad alcuni mesi, l’importo va ridotto proporzionalmente.

Per meglio comprendere i vari passaggi ricorriamo ad un esempio concreto. Supponiamo di voler calcolare la Mini Imu che un immobile sito nel Comune di Sarezzo (aliquota del 5 per mille) deve pagare, con rendita catastale di 850 euro. La base imponibile Imu è data dalla rendita catastale incrementata del 5% e moltiplicata per 160.

[850 + (850/100*5)]*160 = 142.800,00

Ora bisogna calcolare il 5 per mille (aliquota Imu fissata dal Comune di Sarezzo) di tale importo e sottrarre eventuali detrazioni. Supponiamo che nell’immobile risieda una famiglia con un figlio di età inferiore agli anni 26: la detrazione sarà quindi di 250 €.

[142.800,00/1.000*5]-250,00 = 464,00

Sulla base imponibile deve poi essere calcolato il 4 per mille (aliquota Imu fissata dal Governo) e devono essere sottratte le detrazioni (abbiamo ipotizzato 250 €):

[142.800,00/1.000*4]-250,00 = 321,00

I due importi ottenuti devono essere poi sottratti e sulla differenza deve essere calcolato il 40%:

[464,00-321,00] = 143,00

143,00/100*40 = 57,00

Questo (57,00 €) è l’importo che dovrà essere versato a titolo di Mini Imu. Il percorso di calcolo è piuttosto lungo, ma se l’importo risultante è inferiore ai 12 € il portafoglio non si alleggerisce. Sopra questo importo si può invece pagare con il modello F24 (con il codice tributo 3912) o con i bollettini postali. Sarà necessario indicare che si tratta del saldo per l’anno 2013.