VALCAMONICA – Scelte di personalità, identità e governance

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La Valcamonica: scelte di personalità
La Valcamonica è un luogo diverso da qualsiasi altro. Il primo sito unesco italiano è qui: con i parchi delle incisioni rupestri, a rappresentare l’arte primitiva diffusa lungo tutta la valle. I romani conoscevano la qualità del territorio, e lo hanno scelto per insediamenti che hanno lasciato tracce uniche, come il Santuario di Minerva (già luogo sacro per le comunità locali delle ere precedenti). Il tempio è uno tra i luoghi che esprimono quanto l’impero romano apprezzasse la valle, ed è collegato ad altre piccole e grandi tracce (come un anfiteatro con la palestra per i gladiatori).

Valcamonica-ItinerariBresciaI popoli antichi sceglievano i luoghi in cui vivere secondo semplici regole: qualità del terreno, clima favorevole, corsi d’acqua…La loro presenza nei secoli ha quindi dato personalità alla Valcamonica, espressa nelle tradizioni dell’essere e del fare come il mondo rurale dei camuni. Un universo che unisce le coltivazioni agricole, produzione locale e l’ospitalità e che la Valcamonica sta recuperando e valorizzando. Alcuni prodotti di questa identità rurale e montana per nominarli tutti: la Rosa Camuna, il Silter, il Casolet, la Casatta…

Un Gruppo di Azione Locale lavora per questo: comprendere pienamente l’identità che differenzia il territorio e realizzare iniziative che la valorizzino e promuovano. Recuperare castagneti e vigneti significa rinnovare il giudizio di qualità della valle da parte dei popoli che si sono succeduti nei secoli. Promuovere e proporre le risorse naturali, culturali e dei prodotti locali ai visitatori e ai turisti attiva opportunità per un’economia sostenibile per l’ambiente e basata sul paesaggio visibile e invisibile che distingue la Valle da qualsiasi altro territorio.

Identità e governance: un’unione che fa la differenza
La ricchezza di un territorio è testimoniata anche dalle scelte di governance. La Valcamonica può sorprendere anche per la capacità di organizzare strategie e interventi in modo coerente e innovativo. Consapevoli dell’identità che li distingue da tutte le altre aree montane e rurali, i portatori di interessi locali si sono distinti come i popoli antichi nell’essere e nel fare e, come degli artigiani della governance, hanno costruito veri e propri strumenti per recuperare, valorizzare e rinnovare la Valle. La Comunità Montana è l’ente pubblico che guida la strategia sui temi di interesse per la Valle, promuovendo azioni di sistema per i 41 Comuni coinvolti. Lo sviluppo locale è affidato al Gruppo di Azione Locale Vallecamonica Val di Scalve, dove il mondo agricolo è al centro di tutti gli interventi finalizzati a riqualificare il territorio in relazione alle opportunità occupazionali.

16299-800x504Tra gli interventi più importanti, si citano i progetti sul recupero dei castagneti e dei vigneti, il coordinamento sui sentieri e gli itinerari,  la promozione di attività come la produzione di tartufi . E, ultimo ma non meno importante, il ruolo dato al turismo quale settore che fa da ponte tra l’agricoltura e le opportunità di sviluppo economico, anche tramite forme di accoglienza come il b&b e gli ostelli. L’efficacia del GAL è legata all’integrazione delle iniziative con gli altri attori locali: come il Parco dell’Adamello e il Distretto Culturale di Valle Camonica. Progetti di agricoltura, natura e cultura interagiscono e amplificano la loro forza di risultato, con azioni che coinvolgono i principali settori economici e sociali. Risultati che non rappresentano il punto di arrivo, ma una tappa verso prospettive quali EXPO 2015 o l’Europa. Con l’intervento del GAL, la Valle si apre ad altri territori, verso percorsi di sviluppo di respiro regionale ed europeo, come il progetto sul paesaggio (LANDsARE) o la greenways che corre sul fiume Oglio attraversando la Regione. Tutti i progetti del GAL Vallecamonica Val di Scalve sono realizzati tramite il metodo Leader, che si distingue per il coinvolgimento dei portatori di interessi pubblici e privati, un approccio dal basso in alto e la cooperazione con altre aree rurali per lo scambio delle buone prassi e la condivisione della conoscenza.

Dott.ssa Sabina Bordiga