Le aree di salvaguardia a Lonato e nei Comuni limitrofi

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Riceviamo e pubblichiamo alcune riflessioni del consigliere di minoranza lonatese, Daniela Carassai, su come il suo Comune e quelli limitrofi tutelano le aree di salvaguardia. I cittadini lonatesi sono in attesa della sentenza della Sovrintendenza alla luce degli ultimi eventi.

maguzzano

Scorrendo la legenda delle tavole del Piano delle Regole del Comune di Lonato del Garda troviamo ampie zone definite “aree agricole di salvaguardia” o “aree di salvaguardia”.

L’articolo che disciplina le aree di salvaguardia (art. 45 delle NTA del Piano delle Regole) concede modesti indici volumetrici di ampliamento ai soli edifici esistenti, e chiarisce che esse “sono aree di elevato valore paesaggistico-ambientale ed ecologico con una funzione strategica per la tutela e la salvaguardia del sistema ambientale-ecologico. Con esse il piano individua gli ambiti territoriali non particolarmente significativi da un punto di vista di produttività agricola ed aventi classe di sensibilità paesistica notevole (ovvero appartenenti ad un più vasto sistema ambientale con notevoli connotati paesistico-ambientali). Tali ambiti ricomprendono, altresì, le “Aree di valenza paesistica”, nonché gli “Ambiti di elevato valore percettivo” connotati dalla presenza di fattori fisico-ambientali e/o storico culturali che ne determinano la qualità d’insieme.

Guardando il PGT di Lonato del Garda parrebbe che i dettati di legge siano stati tutto sommato rispettati e che non ci sia nulla di cui preoccuparsi.

Ma osservando le tavole con più attenzione si notano su molte aree di salvaguardia dei piccoli numeri che rimandano a “norme particolari”. Piccoli numeri che servono a mascherare aree edificabili che “sembrava male” palesare in un’area di salvaguardia.

Per la maggioranza di questi ambiti sono previste edificazioni con ingenti volumetrie spesso piuttosto distanti dalle aree già urbanizzate, assentibili con semplice Permesso di Costruire e quindi senza cessione di aree di standard al comune; chissà se gli standard esistenti sono stati adeguatamente dimensionati tenendo presente il carico insediativo previsto da queste aree edificabili in aree di salvaguardia.

In queste norme troviamo anche Maguzzano; su un territorio quasi intatto e tutelato, la “norma particolare n.3” prevede 3.200 metri cubi a destinazione residenziale, assentibili con semplice “Permesso di Costruire”.

Sensibilità ben diversa è stata espressa dai comuni limitrofi: a nord di via S. Giulia- Maguzzano, dove si collocherebbe il nuovo intervento edilizio “Dimore giglio di campo”, siamo in comune di Padenghe sul Garda, in analoga “area di salvaguardia ambientale”, dove le NTA (art. 18.4) vietano qualsiasi tipo di nuova costruzione e impongono il mantenimento dell’ambiente naturale esistente; a sud della fascia lacustre di pertinenza lonatese, siamo in comune di Desenzano sul Garda, in analoga “area agricola di rispetto dell’abitato e di tutela degli ambiti di valore paesaggistico-ambientale ed ecologico”, dove le NTA (art.37 bis) prevedono solamente attività agricole con limitate e circostanziate possibilità di trasformazione edificatoria anche per i conduttori del fondo agricolo.

A ciò si aggiunga che l’art. 34 delle norme del Piano Paesistico Regionale della Lombardia impone ai comuni di impostare le scelte di sviluppo urbanistico in coerenza con gli obiettivi di tutela del paesaggio, di individuare la aree di notevole interesse pubblico definite dal Codice per i Beni Culturali e il Paesaggio (legge 42/2004) e, importante, impone ai comuni di assumere “le necessarie misure di inquadramento delle proprie scelte urbanistiche, in forme adeguatamente integrate per il rispetto di valori paesaggistici di rilievo sovracomunale o di interesse intercomunale desumibili dal presente piano e dal P.T.C.P., ove esistente”.

Daniela Carassai

Consigliere comunale di ViviAmo Lonato