NEWGEN VOICE – 2014: l’anno in cui o si fa l’Italia o si muore

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Da troppi anni siamo amministrati da una casta buona a nulla ma capace di tutto. Il Paese è allo stremo e senza una classe politica nuova di zecca, che non usi i nostri soldi per i propri interessi, il default resta l’aspettativa più rosea. Troppi ladri, non solo in parlamento, e diverse persone forse oneste ma inadeguate.

La-CastaIn vent’anni non sono stati capaci di dotarci di una legge elettorale accettabile, non hanno posto limiti agli sprechi della spesa pubblica, non hanno risolto il problema dei migranti, non hanno ridotto il debito pubblico. In compenso hanno generato lavoro per parenti ed amici, portato al collasso le aziende migliori ed aumentato le tasse. Geniali.

Grazie al cielo, fuori e dentro l’Urbe, il vento di cambiamento inizia a soffiare. Forte.

La sollevazione dei forconi non sarà elegante, non piacerà agli intellettuali da salotto, sarà sgangherata, ma è pienamente giustificata. L’antipolitica è ai massimi storici, la fiducia nelle istituzioni ai minimi e la rivoluzione dietro l’angolo. Per quanto miopi, anche lor signori non possono più fingere di non vedere. I rischi si fanno ogni giorno più grandi e concreti.

Per quanto incredibile, alcune positive novità arrivano anche dal parlamento. Dopo i primi mesi di adattamento, necessari a novizi scaraventati nel collaudato circo della politica, i parlamentari pentastellati hanno iniziato a mostrare il proprio valore. Di Maio, Taverna, Gaetti, Di Battista, Zolezzi & company hanno imparato in fretta e rotto parecchie uova nel paniere della casta. Senza di loro non avremmo scoperto le porcate delle slot machine, per esempio, o degli affiti d’oro. Se chi ha guidato il Paese sinora avesse attuato anche solo un decimo di quello che il M5S ha proposto in dieci mesi, non staremmo sguazzando nel letame.

L’effetto 5 stelle, tra l’altro, ha creato terreno fertile per un rinnovamento interno agli stessi partiti “tradizionali”. Il PD ha scelto Renzi, la Lega Nord Salvini. Se ciò che rimane del centro destra si facesse guidare da un homo novus come Tosi, avremmo ancora qualche opportunità di spuntarla. Certo, non basta cambiare la testa per far mutare pelle all’intero apparato. C’è il pericolo che si tratti di mere operazioni di marketing politico, atte a nascondere lo sporco sotto lo zerbino di parolai senza sostanza. Ma avete presente gli altri? Berlusconi, Prodi, Monti, Letta … Almeno con Renzi o Tosi ci rimarrebbe la speranza. Se non altro per l’impossibilità di far peggio dei predecessori. Una sfida tra uomini nuovi, davvero nuovi, farebbe bene al paese e costringerebbe tutti gli schieramenti a dare il meglio di sé. Se ciò accadesse, ne guadagneremmo tutti.

Concludendo: il 2014 sarà l’anno decisivo per affondare il bisturi ed estirpare la malapolitica. Dovessimo fallire, per il 2015 ci sarà una sola alternativa: l’annessione pacifica alla Germania. Ammesso che ci voglia.

 

 

1 Commento

  1. Complimenti Tomax per l’articolo. Hai espresso esattamente la situazione del nostro Paese. Un paese allo sfascio per colpa SOLO del PD e PDL. Ciao Fausto Franzoni (M5S)

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