LONATO – Centrale biogas 3MW: scende in campo il Movimento 5 Stelle

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Fin dal primo diffondersi della notizia di un mega impianto a biogas in una delle zone con maggiori potenzialità del basso Garda, il Movimento 5 Stelle ne ha contrastato la realizzazione.

no centrale biogas

E’ stato tra i primi gruppi politici a schierarsi a fianco del comitato Campagnoli. Ha organizzato una conferenza sui biogassificatori, raccolto numerose firme, incaricato i propri rappresentanti istituzionali, a Roma e Milano, d’intraprendere le dovute azioni ed incanalato la protesta dei sempre più numerosi cittadini contrari al progetto. In data odierna, il Movimento 5 Stelle del Basso Garda ribadisce e spiega la propria contrarietà. Lo fa con un comunicato stampa, integralmente allegato in fondo all’articolo, in cui invita gli amministratori ad “adoperarsi per il vero sviluppo turistico, delle culture Biologiche e Doc della zonacontro un progetto che salvaguarda “l’interesse di pochi a danno di tutti gli altri”.

Gli attivisti pentastellati di Bedizzole, Castiglione, Desenzano, Lonato, Montichiari, Padenghe e Sirmione si oppongono alla centrale biogas da 3 Mw perché si tratta di un impianto altamente inquinante, che alle emissioni atmosferiche associa esalazioni odorigine e rumori molesti, in uno dei siti (la Pianura Padana) già tra i più inquinati al mondo. L’impianto, inoltre, andrebbe ad inserirsi in un contesto ambientale di particolare pregio e bellezza, “zona definita depressa a causa degli speculatori”, nonostante gli elevati rischi legati alla sicurezza e senza utilità alcuna per la comunità.

Il Movimento 5 Stelle esorta, quindi, i consiglieri regionali, in particolar modo l’Ing. Mauro Parolini, data la contiguità parentale con la proprietà, ad identificare le aree non idonee all’installazione d’impianti FER (come previsto dal DM 10/09/10), a considerare le discariche come una soluzione residuale e a prestare maggiore attenzione nella distribuzione, affinché non siano soli alcuni territori a reggerne il peso. Fermo restando che l’unica alternativa ad impatto minimo per l’ambiente rimane la strategia “rifiuti zero”.

Ci chiediamo – terminano gli attivisti – se non sia opportuno e necessario attendere l’individuazione delle aree non idonee (PEAR – Piano Energetico Ambientale Regionale) prima di autorizzare tale centrale così impattante in contesto territoriale già fortemente inquinato?

Clicca per scaricare e leggere il comunicato stampa M5S.