VALCAMONICA – Fontane pubbliche: ora serve la tessera per residenti

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Una volta i paesi pullulavano di fontane pubbliche, ma i tempi sono cambiati e con loro il costo dell’acqua. Da anni si registra infatti un nuovo trend: le amministrazione pubbliche hanno optato ormai da tempo per la razionalizzazione del consumo dell’acqua, un bene diventato ormai prezioso, ed hanno eliminato gran parte degli abbeveratoi pubblici.

fontana_trani_1In Valcamonica, i Comuni di Breno, Cedegolo, Piancogno ed Edolo hanno deciso di operare diversamente: hanno ripristinato punti acqua, ma per razionalizzarne la distribuzione è stato introdotto un nuovo meccanismo. Per abbeverarsi è infatti necessario esibire ad appositi apparecchi elettronici predisposti all’erogazione dell’acqua la tessera sanitaria. In sostanza, alle cassette dell’acqua possono avere accesso esclusivamente i residenti; non i turisti ed i non residenti. Se questi ultimi infatti inseriscono nell’apparecchio la loro carta regionale dei servizi il rubinetto resta chiuso.

Numerose le polemiche sorte, alle quali l’amministratore di Valcamonica servizi e responsabile del progetto Giovanni Verga ha controbattuto spiegando che si tratta di un fattore culturale, educativo e finalizzato ad evitare gli sprechi. Il primo Comune ad avviare in via sperimentale il servizio, anche per capire su che standard si colloca il consumo dei residenti, è quello di Breno, dove si sono registrate numerose lamentele. Il punto acqua sorge infatti nei pressi del Municipio, nella piazza dove ogni giorno stazionano centinaia di studenti per aspettare il bus per tornare a casa da scuola.