BRESCIA – Pensionati Cgil, Cisl e Uil: 2013 di intese con i Comuni

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Si chiude il 2013, un anno di impegno intenso per le organizzazioni sindacali dei pensionati anche sul piano della negoziazione sociale con i Comuni: attraverso questa attività, Spi, Fnp e Uilp chiedono interventi a favore di anziani e fasce deboli della popolazione. Richieste che attengono a diversi ambiti come sostegno al reddito, assistenza domiciliare, spese sanitarie, trasporti, socializzazione e oltre. Un recente incontro tra gli esecutivi delle tre organizzazioni bresciane – si legge in una nota – ha fatto il punto sulla contrattazione con le amministrazioni del comprensorio per il 2013.

Pensionati sindacatiUn quadro da analizzare considerando le difficoltà che gli enti locali affrontano, le incertezza relative alle entrate in cui diviene essenziale, dunque, avere la conferma dei servizi esistenti, scongiurando tagli sulla spesa in ambito sociale. Anche quest’anno i sindacati dei pensionati aderenti a Cgil, Cisl e Uil hanno siglato più di cento accordi con i Comuni: un numero significativo, indice del radicamento sul territorio delle organizzazioni di categoria e della loro riconoscibilità nell’interlocuzione con le istituzioni. Tiene, complessivamente, anche la qualità degli interventi: generalmente si è avuta la garanzia del mantenimento dei servizi, delle erogazioni e delle tutele previste lo scorso anno.

Alcuni elementi di criticità persistono, come la mancanza di uniformità sul fronte dei limiti Isee per l’accesso ai servizi. Inoltre, l’inasprimento della tassazione locale e le relative disparità di trattamento tra Comuni, comportano una pesante riduzione del reddito disponibile. Per il futuro sono già individuabili alcuni scenari possibili. La legge di stabilità, con l’introduzione della Iuc (Imposta unica comunale) dovrebbe garantire ai Comuni certezze di bilancio lasciando ampi margini sui criteri di applicazione dell’ imposta. Sarà quindi, essenziale, secondo Spi, Fnp e Uilp introdurre progressività ed esenzioni per redditi bassi e per chi è colpito dalla crisi. Grande attenzione richiederà la determinazione dei limiti reddituali per l’accesso alle prestazioni, dopo l’introduzione della nuova Isee per evitare che dai nuovi parametri di calcolo restino esclusi o penalizzati utenti in situazione di fragilità.

L’accordo recentemente sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil e l’assessorato regionale alla Famiglia sui criteri di riparto e del Fondo nazionale per le politiche sociali, che ammonta a 42 milioni di euro, rilancia, poi, la necessità di confronto e la contrattazione dei Piani di Zona. Tale accordo – conclude la nota – unitamente a quello sul finanziamento della non autosufficienza e patologie specifiche altamente invalidanti, rende indispensabile per l’attuazione il confronto fra le confederazioni e gli enti territoriali preposti. A tal proposito, le confederazioni bresciane hanno già sollecitato l’incontro con i presidenti delle assemblee dei sindaci dei vari distretti.