SAREZZO – “Pietre d’inciampo”, il paese ricorda i suoi deportati

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Anche il Comune di Sarezzo ha aderito al progetto “Pietre d’inciampo”, un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig aperta in diversi paesi europei, in memoria di cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L’iniziativa ha avuto avvio nel 1995 a Colonia e nel 2010 le pietre installate erano già più di 22 mila in diversi paesi: Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi e Italia. La memoria consiste in una piccola targa d’ottone della dimensione di un sampietrino (10 x 10 cm) posta davanti alla porta della casa in cui abitò il deportato, sulla quale sono incisi il nome della persona, l’anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte, per ricordare chi si voleva ridurre soltanto a un numero.

Campo concentramento SarezzoUn inciampo non fisico, dunque, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino. Il Comune ha aderito al progetto delle Pietre d’inciampo per ricordare alcuni suoi caduti nei lager: Spartaco Belleri, Luigi Rodolfo Pozzi, Mario Bernardo Pozzi, Pietro Vittorio Pozzi, Antonio Battista Pedergnaga e Giovanni Francesco Colosio. Al progetto hanno partecipato anche gli alunni della scuola media “Giorgio La Pira” e dell’istituto superiore “Primo Levi”, che hanno svolto delle ricerche sulla storia dei deportati.

Sabato 11 gennaio si terrà la posa delle pietre d’inciampo con questo programma: alle ore 9 in via Marconi 1, posa della pietra in memoria di Spartaco Belleri, ore 9,30 in via Dante 150 posa delle pietre in memoria di Luigi Rodolfo Pozzi, Mario Bernardo Pozzi e Pietro Vittorio Pozzi, ore 10 in via Nord 26 posa della pietra in memoria di Antonio Battista Pedergnaga, ore 10,30 in piazza Cesare Battisti 18 posa della pietra in memoria di Giovanni Francesco Colosio e alle 11 nell’aula magna dell’istituto “Primo Levi” in via delle Bombe la presentazione del progetto da parte dell’artista Gunter Demnig, biografia delle vittime da parte degli studenti della scuola superiore e della media e la conclusione del prof. Franco Ceretti sul tema “La deportazione nel quadro della resistenza in Valtrompia”.