BRESCIA – L’arte di Arian Kalari in mostra all’Aab dall’11 gennaio

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Sabato 11 gennaio alle ore 18, nella sede Aab in vicolo delle Stelle 4 a Brescia, verrà inaugurata la mostra personale di Arian Kalari. Una visione fortemente caratterizzata dal mito e dall’osservazione della scultura italiana, a partire dal non-finito michelangiolesco: questo percorso caratterizza l’opera di Arian Kalari, scultore di origine albanese, rifugiato in Italia negli anni Novanta, di cui l’Aab ospita la mostra “Il lento divenire dell’uomo”.

Mostra AabL’artista presenterà una ventina di opere, tra marmi, bronzi e gessi. Il saggio critico del catalogo è di Maurizio Bernardelli Curuz. Arian Kalari è nato a Tirana, dove ha frequentato il liceo artistico. Ha partecipato a diverse mostre di scultura a livello nazionale e deciso di andare oltre. Ha vinto il concorso d’ammissione all’Accademia di Belle Arti di Tirana e, nel 1988, si è laureato in scultura monumentale. Subito dopo, con altri artisti, si è schierato contro il regime albanese.

Nel 1990, costretto a lasciare la patria, ha chiesto asilo politico all’ambasciata italiana e raggiunto il nostro Paese. Si è stabilito prima a Firenze, poi a Volterra, che divengono punti di riferimento nell’ambito di un peregrinare attraverso cave, alla ricerca di nuove pietre con cui misurarsi artisticamente. A Brescia e ad Iseo, sperimenta il Botticino e l’arenaria di Sarnico. Oggi risiede a Volterra, cittadina nella quale insegna scultura e disegno. Le sue opere sono presenti nella Galleria nazionale di Tirana e in numerose collezioni private europee e statunitensi.

“Il cuore più autentico di Kalari è fortemente, vorrei dire, quasi crudelmente, mitico – scrive Bernardelli Curuz nel catalogo – lontano dal quotidiano feriale; di un’efficacia intensa laddove affronta, con poche note di scalpello, una forma proiettandola in una dimensione d’altro luogo e d’altro tempo. Del resto, questi suoi lavori più scabri inducono a riflettere sulle intemperanze, sulle benignità, sui sussurri, sui tuoni o sui protratti, panici silenzi dell’Olimpo, toccando territori dell’anima che attendono d’essere irrorati da un’acqua spirituale che promuove la vita e la terra, conferendo ad esse una sacralità perduta». La mostra sarà aperta fino al 29 gennaio e si potrà visitare nell’orario feriale e festivo dalle 16 alle 19,30 e lunedì chiuso. Informazioni sul sito di Aab e via mail.