BRESCIA – Pro Lombardia: “Fusti radioattivi alla cava ex Piccinelli”

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Nel Comune di Brescia esiste un’area ad altissimo rischio ecologico, dove da più di vent’anni sono ammassati duemila metri cubi di fusti contenenti rifiuti radioattivi: è l’area della cava ex Piccinelli dove Pro Lombardia Indipendenza ha esposto uno striscione per denunciare il rischio di contaminazione radioattiva della falda acquifera sottostante e la completa inerzia delle istituzioni italiane, cioè Comune di Brescia e Ministero dell’Ambiente. L’unico intervento sull’area risale al 1999 quando tecnici dell’Enea coprirono i fusti con teli in pvc per evitare che i fenomeni atmosferici li danneggiassero. A distanza di quattordici anni questo sito è in stato di completo abbandono, con l’acqua piovana che scorre sotto i teli e con arbusti e alberi ad alto fusto che crescono indisturbati tra i fusti: ovvio che se i fusti fossero danneggiati e rilasciassero materiale radioattivo (tra cui il Cesio 137) andrebbero a contaminare la falda sottostante.

Cava Brescia Pro Lomb
La protesta del movimento

A settembre l’assessore all’Ambiente del Comune di Brescia Fondra ammetteva imbarazzato in consiglio comunale che la situazione risultava al momento complicata dalla mancata risposta degli enti competenti (e precisava “non il Comune”), cioè Arpa, Asl, Vigili del fuoco e Regione Lombardia e prometteva che il Comune avrebbe sollecitato il Ministero dell’Ambiente e avrebbe cercato di reperire le risorse necessarie per la messa in sicurezza e la bonifica, ma, a oltre tre mesi di distanza da queste vaghe promesse, nulla è stato fatto. L’unico intervento è stato effettuato dall’Arpa che ha analizzato l’acqua della falda e pochi giorni fa ha escluso la contaminazione radioattiva (anche se le analisi hanno evidenziato la presenza di cromo esavalente, tetracloroetilene e tricloroetilene oltre i limiti di legge).

Per ora la falda è salva ma certo non grazie alle istituzioni, bensì loro malgrado. I fusti andrebbero semplicemente rimossi e l’area dovrebbe essere bonificata ma da oltre vent’anni nessuna Giunta comunale di Brescia, ne’ quella di centro-destra, ne’ quelle di centro-sinistra (la stessa maggioranza politica che sostiene l’attuale giunta Del Bono) ha mai promosso sull’area alcun intervento d’urgenza a tutela della salute pubblica (come sarebbe stato in loro potere). Registriamo inoltre lo strabismo criminale dello Stato italiano: assente il Ministero dell’Ambiente quando si trattava e si tratta di tutelare la salute di noi bresciani, ma molto presente il Ministero dell’Economia quando si trattava e si tratta di prelevare dalle nostre tasche decine di miliardi di euro (solo nel 2012, al netto di ciò che lo Stato ci ha restituito sotto forma di servizi, prestazioni e investimenti, ogni bresciano ha vantato un credito di 5.600 euro verso lo Stato, ma non un centesimo è stato speso per tutelare la nostra salute).

Pro Lombardia Indipendenza protesta contro questa vera e propria spoliazione e schiavitù fiscale, ma non è banalmente un movimento anti tasse o un partito di opposizione a questo o quel governo italiano, bensì un movimento indipendentista che mira ad ottenere il completo autogoverno della Lombardia dallo Stato italiano: solo la politica di un nuovo stato indipendente e federale al suo interno, fondato sulla democrazia diretta, potrebbe garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, una tutela che invece uno Stato lontano, vorace e completamente disinteressato alla qualità della nostra vita non ha mai saputo garantire.