BRESCIA – La Lombardia riconosce l’importanza delle farmacie rurali

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Federfarma Lombardia desidera manifestare la piena soddisfazione per la sensibilità dimostrata da Regione Lombardia nel riconoscere, con l’impegno assunto ieri in Consiglio regionale, la necessità di adeguare le indennità, ferme al 1986, a favore delle farmacie che operano nei piccoli centri con popolazione inferiore ai 3mila abitanti. Un atto che rende palese l’apprezzamento del ruolo delle farmacie rurali lombarde come presidio sanitario presente in modo uniforme e capillare su tutto il territorio regionale e il riconoscimento della necessità del loro sostegno economico per favorirne la sostenibilità. farmacia-rurale-1

La proposta, già avanzata da Federfarma Lombardia nel corso della precedente legislatura, è stata quindi accolta, grazie anche al diretto impegno della dottoressa Clara Mottinelli, bresciana presidente delle Farmacie rurali lombarde. Ieri, infatti, dopo mesi di lavoro di Federfarma Lombardia nella preparazione e presentazione della proposta alle forze politiche, Regione Lombardia, su iniziativa dell’assessore Viviana Beccalossi e dei consiglieri regionali Riccardo De Corato e Franco Dotti, si è impegnata a riformare in tempi rapidi la Legge regionale n° 12/86 sulle indennità delle farmacie rurali e a reperire le coperture finanziarie adeguate.

Federfarma Lombardia, auspicando una pronta esecutività della riforma, ringrazia i consiglieri regionali e, in particolare, gli assessori Beccalossi, Garavaglia e Mantovani che, insieme al presidente Roberto Maroni, hanno compreso l’importanza e l’essenzialità delle farmacie rurali, che sovente sono il primo e unico punto di recepimento delle esigenze sanitarie della popolazione residente nei piccoli comuni.

“Le 500 farmacie rurali della Lombardia rappresentano un presidio fondamentale nel sistema sanitario lombardo, perché in moltissimi piccoli Comuni sono l’unico punto di riferimento per la popolazione. È per questo che la Giunta Maroni si è impegnata a riformare una norma ormai datata 1986, che non consente più l’adeguato sostegno a queste attività”. Lo ha detto l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi, commentando l’iniziativa dei consiglieri regionali Riccardo De Corato e Franco Dotti che, con un ordine del giorno al collegato di bilancio regionale, in discussione proprio in queste ore al Pirellone, ha chiesto che le indennità riconosciute ai titolari di farmacie rurali, oggi vivianafissate dalla Legge regionale 12/86 e di fatto ferme a quell’epoca, siano aggiornate in base all’indice di rivalutazione Istat e a partire dal 2014 rinnovate con cadenza biennale. Secondo le norme vigenti, le farmacie rurali operanti in comuni sotto i tremila abitanti hanno infatti diritto a un’indennità di residenza, stabilita da leggi regionali, a parziale compensazione della situazione di disagio in cui si trovano a operare. Indennità che, proprio per la mancata rivalutazione degli indici fermi al 1986, oggi di fatto non rappresenta più un sostegno accettabile.

“In Lombardia – ha continuato Viviana Beccalossi – le farmacie rurali sono oltre cinquecento e spesso operano in realtà piccolissime, lontane dalle grandi vie di comunicazione e caratterizzate da una popolazione dall’età media molto alta. Si trovano quindi a lavorare in un contesto di mercato ridottissimo e ciononostante offrono in cambio assistenza 24 ore su 24, in molti casi anche per gli interventi di prima assistenza, in piccoli paesi in cui di fatto rappresentano uno dei pochi servizi pubblici di prossimità”. “L’impegno della giunta – ha concluso Viviana Beccalossi – si tradurrà nel riformare in tempi rapidi la legge 12/86 e contemporaneamente reperire le coperture finanziarie adeguate”.