LONATO – Valli contro Campagnoli: è battaglia sull’impianto a biogas

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Natale è tradizionalmente il tempo delle buone azioni e dei buoni propositi. Con un volantino distribuito durante i mercatini natalizi e recapitato nelle cassette della posta, la Valli spa ha rilanciato sui valori del biogas e sulla bontà del proprio progetto. Progetto che prevede la costruzione di una centrale biogas dai grandi numeri: otto digestori di 17 metri di diametro e 20 d’altezza, un gasometro alto 15 metri, una cabina elettrica, due generatori a ciclo continuo, il tutto per 210.000 tonnellate di fanghi da depurazione e la produzione di 3 MegaWatt di energia elettrica.

L’impianto “produrrà metano come quello utilizzato per gli autoveicoli – si legge nella nota dell’azienda – che essendo poco inquinanti possono circolare anche quando è vietata la circolazione per quelli a gasolio e benzina”. Esso, poi, “compenserà, dal punto di vista energetico e ambientale, le attività ad alto impatto ambientale presenti in zona” e “produrrà energia elettrica secondo la direttiva europea 20-20-20”, che prevede la riduzione delle emissioni del 20%, il raggiungimento della quota del 20% di energia fornita da fonti rinnovabili ed il calo 20% delle emissioni di Co2.

Dichiarazioni che hanno prodotto una pronta replica da parte del Comitato Campagnoli, gruppo che riassume ma non esaurisce la protesta contro tale impianto. Opposizione espressa da oltre seimila firme, dalla netta presa di posizione del Comune di Lonato e delle municipalità vicine, da diversi movimenti e partiti, il cui eco già risuona nelle stanze del Pirellone e di Montecitorio.

Con un comunicato stampa comprovato da dati e tabelle, il Comitato Campagnoli ribatte che” il biogas, perché di un impianto a biogas si tratta, è una miscela di gas tra cui il metano (il 50% circa), ma anche l’anidride carbonica ed altri gas serra (HCl, H2S, NH3)”. Secondo dati forniti dall’ARPA di Reggio Emilia, la risultante della digestione di fanghi di depurazione (come nel caso in esame) contiene diverse sostanze inquinanti quali polveri e particolato, composti alogenati, contaminanti fluororati e siloxani. Il biogas ottenuto sarà successivamente “usato per alimentare due motori a combustione interna per una cilindrata totale di 120.000 cc, la cubatura equivalente a 120 vetture, che emetteranno in atmosfera 10.900 m3/ora di gas di scarico”.

Più che compensare gli impatti ambientali delle altre attività del posto – concludono dal Comitato – “ crediamo che l’azienda si debba impegnare a fornire le oltre 100 integrazioni che la Provincia ha richiesto”. Questa sarà l’arbitro designato a decretare il verdetto. Verdetto che il campo ha già da tempo espresso.