BERLINGO – Il premio di laurea Ciapetti va a Elena Taverna da 110 e lode

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E’ la dott.ssa Elena Taverna, 27enne laureata in Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale alla “La Sapienza” di Roma, la vincitrice della prima edizione della Borsa di Studio “Enti locali e sostenibilità”, istituita in memoria di Dario Ciapetti.

Il Premio, voluto dall’Associazione Nazionale Comuni Virtuosi, è reso possibile grazie al sostegno del Comune di Berlingo e della Fondazione Cogeme Onlus
Il Premio, voluto dall’Associazione Nazionale Comuni Virtuosi, è reso possibile grazie al sostegno del Comune di Berlingo e della Fondazione Cogeme Onlus

La giovane, laureatasi con 110 e lode ha ricevuto il premio,  creato dall’Associazione Comuni Virtuosi, insieme alla Fondazione Cogeme Onlus e al Comune di Berlingo, sabato 14 dicembre. La cerimonia di premiazione si è tenuta nell’auditorium della scuola secondaria di primo grado “Dario Ciapetti” a Berlingo. Erano presenti il Prof. Gabriele Archetti, Consigliere della Fondazione Cogeme, il Sindaco di Monsano (AN) Luca Fioretti, presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi, il sindaco di Berlingo Cristina Bellini. Ha partecipato all’evento la Sig.ra Gabriella Mombelli, vedova del Sindaco Ciapetti. Dario Ciapetti – tragicamente scomparso nel dicembre 2012 – era il sindaco di Berlingo: a lui è dedicata la borsa di studio del valore economico di 1.500 euro, finalizzata a scoprire e valorizzare tesi di laurea particolarmente significative nel campo della sostenibilità ambientale.

Al bando hanno partecipato 75 neo-laureati da tutta Italia (un paio di candidature sono pervenute dall’estero), portando all’attenzione di una giuria di esperti lavori di grande interesse nelle cinque categorie previste dal bando: gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità e nuovi stili di vita. La scelta è dunque caduta sulla tesi intitolata: “La riscoperta dei beni comuni: percorsi di riflessione per un rinnovamento democratico”.

Ecco come la dott.ssa Taverna ne descrive sinteticamente i contenuti: “La categoria dei beni comuni è apparsa nel linguaggio dell’opinione pubblica italiana solo recentemente. Nella diffusione mediatica dell’espressione, il ruolo ricoperto dalla campagna contro la privatizzazione del servizio idrico è innegabile: il valore simbolico dell’acqua ha assunto sin dall’inizio una funzione paradigmatica, contribuendo in maniera decisiva al superamento concettuale dei commons come mere risorse economiche. (…) Ciò che sostengo nel mio lavoro è la possibilità – e la necessità – di andare oltre l’uso sloganistico, di capire le ragioni che stanno dietro a tale “riscoperta”, di afferrarne il significato autentico e la rilevanza, per la tutela non solo dell’ambiente e del territorio, ma della democrazia stessa. In particolare, si vedrà come l’approccio commons-oriented possa indicare un percorso virtuoso per gli Enti Locali, nella prospettiva di un superamento della logica del puro decentramento amministrativo, verso una effettiva ed efficace gestione – partecipata e sostenibile – del territorio.” La giuria ha poi ritenuto opportuno individuare nel Dott. Stefano Abbatinali (Università degli Studi di Brescia) e nella Dott.ssa Francesca Mazzoni (Università di Torino) due figure meritevoli di menzione speciale per la qualità delle tesi presentate.