GARDA – Nuovo depuratore: servono 200mln e 10 anni

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Il depuratore di Peschiera è ormai insufficiente per soddisfare il fabbisogno idrico di tutto il lago e nei prossimi anni si prevede un’utenza raddoppiata. Attualmente il collettamento del Garda convoglia le acque reflue dei Comuni bresciano verso il depuratore di Peschiera, che ha potenzialità per 330mila abitanti. Tuttavia, le necessità depurative attuali prevedono almeno 450mila abitandi, destinati a salire nei prossimi anni. È quindi evidente l’inadeguatezza dell’attuale sistema, con condotte vecchie di ormai 35 anni, e i relativi rischi. Il potenziamento del depuratore, nel quale sono convogliati attraverso una condotta sublacuale anche i reflui di Tignale, Toscolano e Salò, non basta più.

Ecco perché si rende necessario un intervento radicale, cioè l’intero rifacimento, da Tignale a Padenghe, del collettore fognario, accompagnato dall’eliminazione della condotta sublacuale e dalla realizzazione a Visano di un nuovo depuratore dotato di una capacità sui 225mila abitanti per i Comuni bresciani, eccezion fatta per Desenzano e Sirmione, che continueranno a rimanere collegati al collettore di Peschiera. L’assessore regionale all’Ambiente Claudia Maria Terzi ha tenuto a precisare che la depurazione del Garda non è un’emergenza, né un allarme immediato. Tuttavia è meglio intervenire subito, anche alla luce del fatto che i tempi necessari per la realizzazione del nuovo impianto saranno piuttosto lunghi. Si stima infatti serviranno circa 10 anni per vederlo ultimato, oltre a risorse economiche per circa 200 milioni di euro.

27_19_bso_f1_386_resize_526_394All’inizio del prossimo anno si riuniranno delegati delle Province di Brescia e Verona, di Garda Uno, l’azienda che ha in gestione il ciclo dell’acqua, e delle Regioni Lombardia e Veneto al fine di discutere il progetto. L’obiettivo è quello di approdare ad un piano tecnico, programmatico e finanziario, da sottoporre poi ai Ministeri competenti e alla Comunità Europea per la richiesta di finanziamenti.

Dei 200 milioni necessari per la realizzazione del nuovo impianti, 117 riguarderebbero solo la sponda bresciana. Si tratta di somme ingenti, ma la più grande riserva d’acqua dolce che ci sia  in Italia deve essere messa in sicurezza prima possibile. E insieme a lei un’intera comunità formata da mezzo milione di cittadini. Il quadro economico prospettato tiene conto sia dei costi di investimento per realizzare i collettori in sponda bresciana, sia del collettore dal lago a Visano (circa 90 milioni), sia della realizzazione del depuratore (circa 27 milioni), per un totale di 117 milioni di euro per la sponda bresciana. In Veneto servono invece adeguamenti al depuratore di Peschiera (5 milioni), mentre il costo del rifacimento del collettore veronese è quantificato in circa 80 milioni, per un importo complessivo dell’intero sistema-lago di circa 200 milioni.

Daniele Molgora, il presidente della Provincia di Brescia, ha spiegato che a Visano è già disponibile l’area per il nuovo depuratore. Le fasi degli espropri e dei vari passaggi burocratici sono già giunte a conclusione. Il passaggio successivo sarà quello di collegare il depuratore ai Comuni della Riviera, operazione che richiederà un certo tempo. L’unica incognita, secondo Molgora, sarebbe rappresentata dalle tempistiche con le quali il Ministro dell’Ambiente italiano e l’Europa daranno il via ai lavori. Per avere un quadro progettuale definitivo si stima sia necessario un anno circa; quadro che poi andrà a Bruxelles, a caccia di fondi europei.

In parallelo, ha spiegato l’assessore provinciale Stefano Dotti nel corso dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi a palazzo Broletto, si porterà avanti il progetto del gestore unico del servizio idrico integrato: il nuovo soggetto, che unirà Garda Uno e Aob2 (Cogeme), nascerà formalmente gennaio. Soltanto poi si potrà valutare l’ingresso di A2A, soggetto con maggiori possibilità di accesso al credito. Sempreché l’Europa non decida di agevolare il progetto mettendo a disposizione finanziamenti a fondo perduto.