L’impianto a “biogas” di Campagnoli a Lonato

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Il nostro giornale, lo abbiamo sempre asserito, vuole occuparsi del territorio, delle genti che lo popolano e delle aziende che investono creando reddito e posti di lavoro, sviluppando business compatibile con le esigenze di chi – il territorio – lo abita.

1In questo ambito ci siamo occupati delle vicende legate alla possibile installazione di un impianto a “biogas” in località Campagnoli, a poca distanza dal Centro Commerciale “Il Leone”, riportando le iniziative promosse dal Comitato Campagnoli di Lonato che si oppone alla costruzione dell’impianto.

Mi pare opportuno – per correttezza d’informazione – pubblicare anche una lettera che abbiamo ricevuto dalla ditta che dovrebbe costruire l’impianto, la Valli Spa, che chiede di chiarire alcuni punti di vista.
La pubblico integralmente, precisando che – se le parti lo ritengono opportuno – la nostra webtv è pronta a ospitare un confronto pubblico sull’argomento.

“Egregio Direttore, nei giorni scorsi, sul giornale che Lei dirige, è apparsa una nota del Comitato Campagnoli di Lonato.
Le chiediamo ospitalità per fornire una serie di puntualizzazioni.
Sorprende, anche se solo in parte, leggere nel comunicato da Voi pubblicato che la precisazione sul tipo di impianto che la nostra azienda intende realizzare, un impianto a biogas e non certamente un gassificatore, sia definita dai membri del Comitato una “puntualizzazione priva di effetti concreti” e liquidata come un desiderio di “rigore terminologico”. Stupisce solo in parte poiché conferma la superficialità e la pretestuosa opposizione di chi, contrariamente a quanto esponenti di rilievo del Comitato stesso hanno affermato in un recente, ancorché desolatamente solitario (non più di 20 i partecipanti, compresa una dozzina dei suoi stessi militanti), incontro pubblico a Padenghe del Garda, non intende informare in modo corretto i cittadini a cui chiede di sottoscrivere una petizione contro l’impianto a biogas, defininendolo un ‘gassificatore’.

E il fatto che il “motivo delle loro preoccupazioni” non sia la “denominazione” dell’impianto conferma, una volta di più, di quanto poco sappiano di quel che vanno dicendo. Le differenze fra un tipo di impianto e l’altro sono moltissime e sostanziali e non certo solo formali, come dovrebbero ben sapere, ed “entrare nel merito” delle diversità fra l’uno e l’altro dovrebbe, per la verità, essere compito loro, poiché loro hanno confuso uno con l’altro. Ne basti, comunque, una per tutte: un gassificatore degrada rifiuti solidi in gas di sintesi con un processo pirolitico a temperature comprese tra 400 e 800 gradi centigradi, in completa assenza di un agente ossidante, oppure con una ridottissima quantità di ossigeno; un impianto a biogas produce metano da fermentatori anaerobici (che non hanno cioè bisogno di ossigeno) senza nessuna forma di combustione di rifiuti con un processo assolutamente naturale, da cui l’uso del prefisso ‘bio’.

Non sappiamo se sia più preoccupante che la ‘confusione’ sia stata da parte loro strumentale, e quindi voluta, o accidentale, e quindi determinata da ignoranza, intesa nella stretta etimologia del termine. Quel che è certo è che ergersi a diffusori di verità e, nell’un caso e nell’altro, creare, invece, confusione e del tutto ingiustificati allarmismi non va certo nella direzione di un confronto franco e scientificamente corretto. Per quanto riguarda, poi, il “rigore riservato alle analisi.” non sono certo i membri del Comitato, viste le premesse, a potersi ergere a maestri. Che l’impianto a biogas sia realizzato non solo in accordo con le normative esistenti, ma tenendo conto di tutti i migliori criteri costruttivi è, certamente, prima di tutto interesse della nostra azienda che, proprio per il suo ruolo di “attore sociale” ha deciso di intraprendere la strada della realizzazione di un impianto a biogas. E, sempre in questa logica, abbiamo aperto una linea diretta con i cittadini che, attraverso una mail (info@vallispa.com), possono chiedere e ottenere, come già stanno facendo, tutte le informazioni che desiderano. Informazioni, questa volta corrette, precise e puntuali, che avrebbe potuto richiedere anche il Comitato Campagnoli se solo avesse ritenuto utile interpellarci direttamente.

Ci corre, infine, l’obbligo di un’ultima annotazione riguardo al richiamato “rispetto della volontà popolare”, di cui il Comitato pare ergersi difensore. La volontà popolare, evocata da un pugno di persone, quando è formata su slogan, informazioni scorrette e grida d’allarme ingiustificate, ha purtroppo l’amaro sapore di epoche fortunatamente lontane. E, al di là della facile e inutile ironia, raccogliamo l’invito di discutere del nocciolo della questione. Ci aspettiamo dunque analogo impegno, ma maggior precisione e correttezza scientifica, nel valutare i benefici di un impianto a biogas che produrrà energia pulita da metano.

Valli spa”