Ziletti contro il mancato accesso agli atti a Padenghe

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Riceviamo e pubblichiamo una nota ricevuta dal Gruppo Consiliare Ziletti del Comune di Padenghe sul Garda:

In data 16 novembre 2013, in occasione del consiglio comunale, il Segretario appena nominato ha distribuito a tutti i consiglieri una nota informativa riguardante il diritto di accesso agli atti.

Vorremmo esprimere, in qualità di consiglieri di minoranza, qualche riflessione.

GC Ziletti

Non abbiamo la pretesa di riassumere questa tematica così importante quanto basilare per mantenere la democrazia in poche righe, ma vorremmo sottolineare come in questa informativa più che di diritto di accesso si parli di diniego di accesso agli atti.

Questo diritto così ampio, che sta alla base del principio di trasparenza delle pubbliche amministrazioni, è stato “ ridotto” ad una sola pagina di narrativa e ben cinque per specificare i casi in cui gli atti non possano essere appresi dai cittadini e dai consiglieri. Esistono sì limitazioni più restrittive per i cittadini, ma per i consiglieri sono veramente ridotti all’osso, se non quasi nulli.

Dalla non citata sentenza 5895/2011, si evince chiaramente che, oltre a non discostarsi dal parere della giurisprudenza, i consiglieri hanno un non condizionato diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, per valutare, con piena cognizione, la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’amministrazione, nonché per esprimere un voto consapevole e per promuovere anche nell’ambito del consiglio stesso le iniziative che spettano ai singoli rappresentanti del corpo elettorale locale.

Un’altra sentenza non citata nella nota è quella del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. Questa ci riguarda proprio da vicino dal momento che nell’aprile del 2005 il gruppo di minoranza di Padenghe si attivò per un ricorso a causa di un diniego da parte dell’amministrazione dell’accesso al protocollo. La sentenza così recitava: “…il diritto d’accesso dei consiglieri comunali non trova un limite neppure nei diritti tutelati dall’ordinamento – fra cui la riservatezza, anche di terzi- essendo consiglieri tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge; le pubbliche amministrazioni sono tenute a curare tutti gli adempimenti a loro carico e, quindi dotarsi di tutti i mezzi (personale, strumenti e materiale) necessari all’assolvimento dei loro compiti in relazione a tali richieste; le norme disciplinanti l’accesso dei consiglieri comunali non pongono limiti quantitativi agli atti cui si chieda d’accedere, ne presuppongono che tali atti i richiedenti conoscano già il contenuto….”

La prima domanda che ci siamo posti durante la lettura del documento è stata chiederci il perché un Segretario insediato da poco più di una settimana abbia pensato di divulgare un simile materiale tanto preciso sul diniego quanto incompleto sull’accesso.

Abbiamo potuto soltanto fare supposizioni e cercare la risposta direttamente alla fonte. Alla richiesta del significato della nota ci è stato risposto che non era indirizzata alla sola minoranza, bensì a tutti i consiglieri, compresi gli assessori. Quindi, vista l’esauriente e ampia spiegazione sull’argomento del diniego di accesso vorremmo capire chi ne abbia diritto. Solo il Sindaco???

Il diritto di informazione è sancito da ogni democrazia al punto che senza tale diritto una Costituzione democratica non può definirsi tale.

GRUPPO CONSILIARE ZILETTI – Padenghe sul Garda

 

2 Commenti

  1. La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche un gesto o un’invenzione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.

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