GARDONE – Banco di Prova a 1 mln, ma incerto. Rebecchi: “O si sblocca o parlo con Letta” (video)

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Un milione. E’ il risultato “impensabile ed eccellente”, secondo le parole del presidente del Banco Nazionale di Prova di Gardone Valtrompia, Aldo Rebecchi sul numero delle armi provate e testate nel 2013 che, per la prima volta da 103 anni quando è nato l’istituto, ha raggiunto i sei zeri. La soddisfazione, ma anche la malinconia dopo gli ultimi provvedimenti legislativi nel settore armiero, sono stati espressi in una conferenza stampa che ha visto il presidente Rebecchi presentare i dati con quello di Anpam (associazione nazionale produttori armi e munizioni) Nicola Perrotti, del Consorzio Armaioli Italiani Pierangelo Pedersoli e il sindaco Michele Gussago.

Banco provaOltre 150 mila armi provate in più rispetto all’anno scorso e ricavi fino a 6 milioni di euro sono i risultati dell’azienda unica incaricata a livello italiano per testare le armi prima della vendita sul mercato. Un dato eclatante e importante per un settore, come quello armiero, che non ha risentito più di tanto della crisi rispetto a settori praticati in Valtrompia come il metalmeccanico. Ma a compromettere la stabilità del comparto potrebbe essere la legge nazionale che con il decreto 258 preso da una direttiva europea obbliga i produttori di armi a chiedere l’autorizzazione al Ministero dell’Interno e non più alla Questura (come prima) per esportare nel mercato estero che rappresenta quasi la totalità delle commesse, con gli Stati Uniti a dominare. E la rabbia per una situazione che mette di mezzo ancora di più la burocrazia è palpabile nelle parole dei presidenti.

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“Sono nel caos totale – hanno lamentato – facendo così non si rendono conto che stanno mettendo in ginocchio un settore appena lambito per fortuna dalla crisi e dove le aziende bresciane sono protagoniste nel mondo”. Il presidente Rebecchi, se non si risolve la situazione, è pronto a chiedere addirittura un incontro direttamente con il premier Enrico Letta per sbloccare gli impedimenti. Le autorità locali, come confermano dal Banco, a partire dal prefetto Narcisa Brassesco Pace, si sono già mosse e si sta cercando di evitare una situazione che ricade anche sull’economia delle aziende, visto che per opera del decreto, secondo un calcolo si prevede una perdita di 4 milioni di euro ogni settimana per l’indotto.

Il milionesimo fucile provato
Il milionesimo fucile provato

A penalizzare i produttori, infatti, è proprio la burocrazia: per esempio, un’azienda si è vista recapitare due mesi dopo dal Viminale la richiesta di esportare le proprie armi e 60 sessanta giorni, in un mercato ormai globalizzato, sono troppi lasciando spazio agli altri Stati. “E’ una norma incomprensibile – ha detto il sindaco Gussago – che mortifica le nostre aziende nonostante riescano a lavorare. Così ci facciamo male da soli”. Dall’altra parte, invece, l’aspetto positivo della milionesima arma testata e tenuta tra le mani da un operaio. Dal 2009 il volume dei prodotti provati è aumentato ogni anno fino al record storico attuale, ma si spera di raggiungere gli stessi numeri anche l’anno prossimo, evitando “pasticci” legislativi.