SAREZZO e MARONE – “Documenti raccontano” dalla storia sui libri al teatro

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La valorizzazione degli archivi storici condotta dalle Comunità montane del Sebino Bresciano e della Valtrompia raggiunge una nuova tappa. Le vicende descritte nei documenti amministrativi si trasformano in drammaturgia. Venerdì 13 a Sarezzo, al Teatro San Faustino in via IV novembre e sabato 14 dicembre a Marone al Teatro Sala della Comunità di Marone in via Roma 43 si potrà assistere gratuitamente allo spettacolo “Documenti raccontano” alle ore 20,30.

Documenti raccontanoUna drammaturgia elaborata da Fabrizio Foccoli dell’associazione “Treatro terrediconfine” e ispirata a quattro fascicoli storici rinvenuti e documentati dalla cooperativa Arca nell’ambito del progetto “I Documenti raccontano” promosso e sostenuto dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Cariplo. Il lavoro compiuto dal regista è stato “uno scavo a ritroso nel tempo, per portare alla luce quell’umanità filtrata dal documento, per porre in primo piano le storie rispetto alla storia scritta da burocrati o funzionari nei loro dispacci”.

Le quattro vicende narrate nello spettacolo sono originarie della Valtrompia e del Sebino e coprono un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento. Riguardano vicissitudini individuali ma anche drammi di comunità come nel caso dell’alluvione di Marone del 1953 di cui, proprio quest’anno, si è celebrato il sessantesimo anniversario. Lo spettacolo è un intreccio di vicende umane, processi storici e letteratura, il tutto corredato da immagini e musica. Nella serata di Marone, come ulteriore occasione di riflessione sull’alluvione del 1953, nell’atrio del teatro sarà possibile visitare la mostra di documenti storici riguardanti il tragico evento.

L’ambientazione e l’esposizione sono a cura della cooperativa nell’ambito del Servizio Archivistico Territoriale della Comunità montana del Sebino bresciano. Con questo nuovo traguardo del progetto “I documenti raccontano tra Mella e Sebino” le due Comunità montane e il Dipartimento di Studio del Territorio, oltre a proporre una nuova forma di valorizzazione del patrimonio culturale locale, intendono sottolineare l’importanza della salvaguardia e della fruizione del medesimo che entrambi i servizi archivistici garantiscono in questi anni.

NOTE SULLO SPETTACOLO