SAREZZO – Concerto al San Faustino dedicato ai 200 anni di Verdi

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Sabato 14 dicembre alle ore 21, al teatro San Faustino di Sarezzo, si terrà il “Concerto lirico per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi”, con il soprano Veronica Gasparini e il baritono Byong Ick Cho. Al pianoforte il maestro Edmondo Savio, introduce all’ascolto dei brani Roberto Tagliani. L’ingresso è gratuito. L’iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, è stata resa possibile grazie al contributo del consiglio regionale lombardo e di alcuni sponsor privati. I cantanti eseguiranno dal vivo arie e duetti accompagnati al pianoforte, offrendo al pubblico una densa selezione di brani celebri e meno celebri.

Teatro San Faustino Sarezzo interniCiascun brano sarà introdotto da una presentazione che inquadrerà l’opera e il pezzo dal punto di vista storico, critico e musicologico, in modo da consentire una fruizione adeguatamente informata sugli elementi costitutivi del testo musicale e poetico proposto all’ascolto. La scelta di proporre brani del repertorio per baritono e soprano si colloca tra le possibilità meno indagate della potenzialità del canto lirico, fornendo una programmazione fuori dal consueto standard dei concerti di canto, nella direzione di una più profonda ed originale conoscenza dell’autentico stile del compositore. Genio del Romanticismo italiano, Verdi cercò per tutta la sua vita, in tutte le sue opere, i suoi personaggi, i ruoli che ricoprì nella società del suo tempo, d’individuare il più adeguato rapporto tra parola e musica, tratti costitutivi non solo della sua arte, ma della sua vita.

Nel continuo interagire tra vita reale e dramma, tra situazioni teatrali e quotidiane, Verdi ha trasmesso la straordinaria possibilità di vivere dentro una variegata galleria di sentimenti e atteggiamenti psicologici, non per sfuggire dalla realtà, ma per comprendere la contraddizione, talora tragica, tra la spinta naturale dell’uomo verso la felicità e le leggi o i doveri sociali che lo opprimono. Al di là della straordinarietà della sua musica, nell’Italia dell’Ottocento Verdi divenne il simbolo delle battaglie risorgimentali, l’alfiere della lotta per la libertà contro l’oppressione straniera: le sue arie e i suoi cori più appassionati, accolti con entusiasmo nei teatri e cantati nelle piazze, lo trasformarono, suo malgrado, in un simbolo.

Perché Verdi fu un padre della patria: ma lo fu non per il suo veemente patriottismo libertario o per i suoi slanci iracondi contro le storture e i drammi umani dell’Italia del suo tempo: fu “Padre” di questa nostra Italia perché ha avvicinato, con le sue composizioni, generazioni di italiani alla musica.