Il M5S di Padenghe incalza sul referendum comunale

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del MoVimento 5 Stelle di Padenghe, in cui si rendono noti gli obbiettivi centrati negli ultimi mesi:

ImmagineTutti quelli che pensano che è necessario stare nella stanza dei bottoni per poter migliorare il proprio paese, si dovranno ricredere.

Il M5S di Padenghe, anche senza avere nessun rappresentante in comune, è riuscito a portare a casa due importanti obbiettivi.

Il primo è stato “l’operazione fiato sul collo” cioè la registrazione audio/video di tutti i consigli comunali svoltosi da maggio 2013. I video sono tutti disponibili in formato integrale sul nostro sito www.padenghe5stelle.webnode.it .

Il secondo è stato l’approvazione del regolamento per il referendum comunale, mancante dal 2001 !!!

Nello statuto comunale all’art 63 è prevista la possibilità di referendum comunali, ma non è mai stato considerato il regolamento per far si che i referendum potessero partire attraverso la raccolta firme da parte dei cittadini, in questi 12 anni nessuna amministrazione né minoranza vi ha posto rimedio!

Il M5S di Padenghe, accortosi di questa mancanza ha fatto notare la lacuna e attraverso una bozza presentata a maggio, ha chiesto che venisse colmata.

Il 28 novembre 2013 il regolamento è stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale, ma attenzione la battaglia non è ancora finita! Noi vorremmo che questo strumento di democrazia diretta fosse realmente e concretamente fattibile. Vediamo come:

Punto 1 Riduzione delle firme necessarie per la presentazione di richiesta popolare di referendum da 30% (vuol dire 1020 cittadini, quindi quasi impossibile per Padenghe) a 10% (340 persone). A Desenzano è richiesto il 10%, mentre a livello nazionale l’1%

Punto 2 Obbligatorietà dell’amministrazione di recepire il referendum senza nessuna clausola, attualmente l’esito del referendum può non essere rispettato con una “giustificata motivazione” del consiglio comunale.

Punto 3 No quorum, questa strategia (adottata già da altri paesi europei come Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda, Spagna, Malta, Lussemburgo, Finlandia, Austria ) serve per attivare la partecipazione dei cittadini e creare interesse sull’argomento posto dal referendum.

Riconosciamo all’amministrazione l’ascolto e la considerazione delle nostre proposte anche se parziale, ci attendiamo che presto vengano considerate le richiesta di modifica dello statuto così da rendere veramente possibile il referendum.