GARDA – Cambiamenti climatici: una minaccia incombe sul futuro del Garda

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Eulakes, il progetto comunitario che ha impiegato 2.8 milioni di euro per studiare i cambiamenti climatici su quattro grandi laghi europei, tra cui il Garda, ha dato esiti choc. Le precipitazioni estive si dimezzeranno, le giornate torride passeranno da 10 a 75, alghe tossiche infesteranno il bacino peggiorando la qualità delle acque, a fine secolo la temperatura salirà di 4 gradi in inverno e di 5 gradi in estate, con inevitabili conseguenze sulla flora, sulla fauna e sulla balneabilità delle acque. Il 90% dei ghiacciai che alimentano il Garda scompariranno entro il 2100.

Garda2Nel quadro del surriscaldamento globale, è allarmante lo scenario prospettato da Eulakes per il futuro del lago di Garda e Giorgio Passionelli, il sindaco del Comune di Torri e presidente dela Comunità del Garda, capofila del progetto Eulakes, avverte l’esigenza di affrontare quanto prima il problema. Lo studio comunitario ha proposto l’adozione di un ‘contratto di lago’ affinché i Comuni gardesani possano affrontare insieme, unendo le forze, la nuova sfida.

Solo attraverso politiche amministrative condivise infatti potrà essere salvato il bacino lacustre, che ogni anno muove un giro d’affari di 4 miliardi di euro. Passionelli sottolinea l’imminente esigenza di rifacimento del sistema di collettamento fognario di tutto il lago e propone di affidare il progetto volto a salvare il Garda ad un ente sovraprovinciale, un interlocutore unico che garantisca a Bruxelles il raggiungimento del risultato.

Senza una riduzione dei reflui fognari, cresceranno infatti le alghe tossiche, che andranno a compromettere la qualità delle acque, che saranno più difficili da depurare. Inoltre, ove non si intervenga, i costi di depurazione saranno destinati a crescere e se il lago dovesse perdere il proprio potenziale attrattivo, anche il turismo finirebbe in ginocchio. Potrebbero servire scelte impopolari, “ma se la politica non guarda ad un orizzonte di medio e lungo termine, significa che sta sbagliando tutto”, conclude Passionelli.