TRENTINO – Olivi: occupazione stabile rispetto allo scorso anno

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“La situazione occupazionale in Trentino rimane sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. E’ più critica in alcuni settori, come quello dell’edilizia, o con riferimento al lavoro femminile. Ma i dati, sia di fonte Istat che dell’Agenzia del lavoro, vanno interpretati correttamente. In particolare, quello relativo al  calo delle assunzioni, che è stato molto enfatizzato. Nel calcolo statistico, pur formalmente corretto, andrebbero considerati infatti gli effetti della riforma Fornero, soprattutto in materia di lavoro intermittente, il cui utilizzo è stato fortemente limitato rispetto al passato. Per quanto riguarda l’agricoltura, va tenuto presente che la maggior parte delle assunzioni stagionali sono state effettuate nelle prime settimane di settembre, mentre la rilevazione si ferma alla fine del terzo trimestre. Al netto di queste voci il calo delle assunzioni è di poco superiore alle 1000 unità. Abbiamo anche dei segnali positivi, in particolare una buona dinamica delle assunzioni nel manifatturiero, dove gli occupati crescono del 2% rispetto al 2012, in controtendenza rispetto alle altre regioni. I dati Istat, per il terzo trimestre, comunque, mostrano che il Trentino complessivamente ‘tiene’, con un -0,6% sul tasso di occupazione e un + 0,1% di disoccupazione. Situazione, insomma, pressoché invariata rispetto allo scorso anno”. Queste in sintesi le puntualizzazioni del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi in merito ai dati riguardanti l’occupazione in Trentino, così come diffusi anche da alcuni organi di informazione.

23dfc10d4062386fee6c0c691f500269ecc41e32396f0603a50340ebCome spiegato dal vicepresidente Olivi nel corso della tradizionale conferenza stampa di Giunta, sono pervenuti dati sul mercato del lavoro provenienti da due fonti diverse, l’Agenzia del Lavoro e l’Istat. Si tratta di dati che vanno interpretati correttamente per non avallare rappresentazioni falsate della realtà trentina. Ad esempio, l dato riguardante il saldo occupazionale, che registra un calo di 2800 unità. Si tratta di un dato formalmente corretto ma che innanzitutto non tiene conto del fatto che la riforma Fornero ha avuto un forte impatto su alcune categorie contrattuali, come quella del contratto ad intermittenza. La riforma ha reso questa forma di contratto più vincolante e soprattutto ha fatto sì che a ogni nuova assunzione corrisponda oggi un’effettiva prestazione lavorativa (prima si rimaneva in attesa della chiamata che poteva anche non esserci). Ed ancora: oggi esso è applicabile solo per lavoratori sopra i 55 anni di età (prima erano 45). Al netto, insomma, del lavoro intermittente o “job on call” il calo delle assunzioni si ridimensiona fortemente. C’è un altro fattore da considerare: il dato sull’agricoltura, fermo al 31 agosto, rileva un momento anomalo per quel mercato del lavoro, poiché la maggior parte delle assunzioni stagionali quest’anno sono avvenute nelle due settimane successive. Sono freschissimi anche i dati Istat per il terzo trimestre, che mostrano una situazione essenzialmente stabile. Su scala nazionale, e anche nel Nord, Est, invece, rispetto al 2012 assistiamo ad un ulteriore calo. Aumenta invece in Trentino la forbice della disuguaglianza fra uomini e donne; il dato sembra riconducibile soprattutto ad un protrarsi della crisi nel settore del terziario avanzato, dove tradizionalmente è più forte la presenza di forza lavoro femminile.

Addentrandoci nell’esame dei dati Istat, si intravedono segnali incerti e contradditori di miglioramento, in linea con quanto sta accadendo nel complesso dell’economia e con i fragili indizi di un ritorno di fiducia fra gli imprenditori. In sintesi, rispetto al 3° trimestre 2012 le forze lavoro e gli occupati diminuiscono e aumentano i disoccupati. Rispetto invece al 2° trimestre 2013, le forze lavoro aumentano, gli occupati aumentano e i disoccupati rimangono stabili.
Nel terzo trimestre 2013 le forze di lavoro si attestano sulle 248mila unità, 300 in meno rispetto al corrispondente trimestre del 2012, ma in aumento di 2.000 unità nel confronto con il 2° trimestre 2013. Gli occupati hanno raggiunto le 234mila unità, in contrazione di 700 unità rispetto al 3° trimestre 2012 e in aumento di 3.000 unità sul 2° trimestre 2013. I disoccupati sono 15mila, con un aumento di 300 rispetto al 3° trimestre 2013 e in calo di 600 unità rispetto al 2° trimestre 2013.

Il tasso di attività da quasi un anno è sostanzialmente stabile. Passa dal 70,7% al 70,2% su base annua e cresce di mezzo punto percentuale tra il 2° e il 3° trimestre 2013. Medesimo comportamento si rileva nel tasso di occupazione che si riduce rispetto all’anno precedente di circa mezzo punto percentuale (dal 66,6 del 3° trimestre 2012 al 66,0 del 3° trimestre 2013) e congiunturalmente recupera quasi un punto percentuale. Per gli uomini il tasso di occupazione si conferma uguale a 75,3% su base annua e recupera oltre 3 punti percentuali rispetto al 2° trimestre 2013. Per le donne, invece, questo tasso, pari al 56,6%, si riduce, sia su base annua che congiunturalmente, di circa un punto percentuale.
Il tasso di occupazione provinciale rimane comunque superiore a quello italiano di oltre 10 punti percentuali. In Italia questo tasso è pari 55,6% nel 3° trimestre 2013 e ha registrato nel trimestre una contrazione doppia rispetto a quello trentino. Ed ancora: in Italia il tasso di disoccupazione è pari al 11,3%, circa il doppio di quello trentino, ed è in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al 3° trimestre del 2012 (9,8%).