LUMEZZANE – Battiston all’Odeon, “L’invenzione della solitudine”

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Tutto esaurito al Teatro Odeon per Giuseppe Battiston in “L’invenzione della solitudine” in programma mercoledì 11 dicembre nell’ambito della stagione di prosa promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Lumezzane. È presenza inedita per il pubblico dell’Odeon quella di Giuseppe Battiston, uno dei più bravi attori italiani di cinema e dotato però di una solida esperienza teatrale. Vincitore di due premi Ubu (con gli spettacoli Petito Strenge, 1986, e Orson Wells’ Roast, 2009) e tre David di Donatello (con i film Pane e tulipani di Soldini, 2000, Non pensarci di Zanasi, 2007, e La passione di Mazzacurati, 2010) è attualmente sugli schermi con “Zoran, il mio nipote scemo” di Matteo Oleotto e “La prima neve” di Andrea Segre. A lui è affidato l’adattamento che il regista Giorgio Gallione ha tratto dal romanzo autobiografico di Paul Auster, uno dei più grandi scrittori americani viventi.

Battiston Lumezzane“L’invenzione della solitudine” (copyright (c) 1982 Paul Auster, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore) è un monologo che riflette sulla difficoltà di essere figli e padri e su come il caso impercettibilmente governi le nostre vite. Una novità prodotta da Teatro dell’Archivolto – Teatro Stabile di Genova che vede la “piazza” di Lumezzane tra le prime date in calendario (apertosi con l’anteprima a Cecina il 5 dicembre, e subito dopo, il 6 e 7, con due rappresentazioni a Firenze) prima di approdare “a casa” per il debutto genovese previsto il 18 dicembre. Giorgio Gallione, dopo avere adattato per la scena opere di Ian McEwan, Roddy Doyle, Luis Sepulveda, Daniel Pennac, Stefano Benni, prosegue un lavoro contrassegnato dalla contaminazione fra teatro e letteratura confrontandosi con il libro dichiaratamente autobiografico che ha dato il via alla carriera letteraria di Paul Auster.

Giuseppe Battiston, alla sua prima collaborazione con l’Archivolto, si cala nel il ruolo di un uomo costretto ad affrontare la morte improvvisa del padre, con cui ha sempre avuto un rapporto conflittuale e distante. Solo nella grande casa di un genitore assente vissuto lontano dal mondo e dagli affetti, il protagonista ricompone i frammenti di un’esistenza quasi estranea, che è in parte anche la propria. La ricerca del padre scomparso lo costringe a fare i conti con una perdita che lo strazia come persona e come figlio. Ma “la musica del caso” vuole che lui stesso stia per lasciare la moglie, e ineluttabilmente l’amatissimo figlio. Il passato si rispecchia nel presente: così il destino lo costringe a radiografare la sua intera esistenza. Un grande specchio incombe sulla scena, firmata da Guido Fiorato, a riflettere lo sdoppiamento di ruolo del protagonista, figlio e padre, abbandonato e a sua volta in procinto di abbandonare. Le musiche sono di Stefano Bollani. Il Teatro Odeon (via Marconi 5, tel. 030.820162) apre alle 20, lo spettacolo inizia alle 20.45. La prevendita è chiusa per esaurimento dei posti disponibili. Altro informazioni sul sito internet.