BRESCIA – Social housing e vendita alloggi pubblici: la bozza del decreto Lupi

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Detrazioni per imprese ed inquilini degli alloggi sociali, da un lato, e piano di recupero delle abitazioni popolari dall’altro. Sono queste le principali proposte della bozza del “Decreto Lupi“. Scopriamo assieme le novità.

1La prima sezione della bozza riguarda le imprese e gli inquilini degli alloggi sociali. In particolare il testo proposto prevede l’applicazione dell’aliquota Iva ridotta al 4% per appalti, subappalti e acquisto di materiali relativi alla realizzazione di edifici destinati per almeno il 50% ad housing sociale e vincolati a tale destinazione per almeno 10 anni.

Alle imprese di costruzione sarà consentito detrarre dalla base imponibile Irpef, Ires e Irap i redditi derivanti dalla locazione degli alloggi sociali che hanno realizzato o ristrutturato. La detrazione vale per 10 anni, nella misura del 40% per i primi quattro anni dalla conclusione dei lavori e del 60% nei successivi sei.

Gli inquilini di alloggi sociali, secondo la bozza di decreto, potranno detrarre dall’Irpef le spese di affitto, nella misura di 900 euro se il reddito non supera i 15.493,71 euro, e di 450 se il reddito è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro. Dopo 7 anni di affitto in un alloggio sociale, l’inquilino potrà riscattarlo.

Il decreto propone di ridurre dal 15 al 10% l’aliquota della cedolare secca per i contratti di affitto a canone concordato. La nuova aliquota si applicherà a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013. Agli immobili affittati a canone concordato si applica un’aliquota IMU al 4 per mille.

La seconda sezione del decreto è relativa all’edilizia residenziale pubblica e alla lotta all’abusivismo. Sarà predisposto, entro febbraio 2014, un piano di alienazione degli immobili di proprietà degli Istituti autonomi case popolari (Iacp), in attuazione del DL 112/2008 convertito nella Legge 133/2008. I prezzi di vendita degli alloggi saranno fissati dagli enti proprietari e saranno messi sul mercato anche le case abitate da inquilini che non hanno più i requisiti di reddito per avere diritto ad un alloggio sociale.

Per contrastare l’abusivismo edilizio, il testo propone di considerare nulla la residenza richiesta in immobili per i quali sia stato avviato un procedimento penale per il reato di occupazione abusiva.

Infine, si istituisce un Fondo nazionale per il sostegno all’affitto, al quale sono assegnati 100 milioni di euro per il 2014 e altri 100 per il 2015.

Fonte CGIA