BRESCIA – Operazione yellow taxi, la Locale contro i tassisti abusivi

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Si chiama Yellow Taxi (taxi giallo) l’operazione della Polizia Locale di Brescia per contrastare il fenomeno dei tassisti abusivi, che ha portato al ritiro di 8 patenti, alla confisca di 8 auto e a elevare 21mila euro di multe. Il fenomeno degli abusivi era stato segnalato dalla cooperativa Taxi Brescia, che aveva sporto denuncia. Da qui sono partite le indagini della Locale, che ha messo in campo ufficiali e agenti del servizio unità specialistiche e territoriali in uniforme e in abiti civili.

indexDal 18 al 30 novembre gli uomini della Locale hanno fatto controlli e appostamenti, rilevando un giro di circa 30 parcheggiatori abusivi che rimanevano parcheggiati costantemente nel comprensorio della stazione e venivano gestiti da alcuni “capi”, sempre presenti sul posto, che controllavano costantemente movimenti e affari. Il fenomeno, oltre a diminuire la sicurezza percepita nel quartiere (come evidenziato anche in una specifica ordinanza del questore di Brescia), rendeva molto difficoltosa la sosta per carico e scarico passeggeri nell’area proprio davanti alla stazione dove per tutto il giorno erano ferme dalle 15 alle 20 auto contemporaneamente, occupando i pochi posti disponibili. I veicoli ricollegabili all’attività illecita, tutti guidati da cittadini di nazionalità senegalese stabilmente residenti in Italia da molti anni, sono stati fermati nel pomeriggio del 30 novembre. Ai conducenti sono state contestate le sanzioni amministrative commesse per un totale di oltre 21mila euro, i sequestri dei veicoli e il  ritiro della patente di guida e della carta di circolazione. Le sanzioni sono state comminate su applicazione del codice della strada per coloro che offrono e realizzano servizio di taxi senza la prescritta licenza comunale e sprovvisti della carta di qualificazione del conducente (ex Cap) che è obbligatoria.

L’indagine è stata molto complicata, viste le difficoltà a dimostrare l’attività di taxi abusivo. Inoltre le sanzioni sono scattate per meno di un terzo delle persone viste all’opera dagli agenti, perché  nel notare i primi interventi della Locale gli altri abusivi presenti nella zona della stazione ferroviaria hanno apparentemente sospeso ogni attività per timore di subire la stessa sorte dei colleghi. Questo fatto conferma una rete di collegamento tra i vari taxi. Le indagini stanno comunque continuando e si stanno cercando altri veicoli coinvolti per provvedere all’applicazione delle dovute sanzioni. La Polizia Locale ha operato a tutela di una categoria molto colpita dalla crisi economica, abbattendo la concorrenza sleale e negli interessi generali dei cittadini che frequentano la zona della stazione ferroviaria.