BRESCIA – Pensioni: i giovani precari rischiano povertà da anziani

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L’aumento dell’età pensionabile sarà un fattore determinante per la riduzione della spesa pensionistica in Italia ma, al contempo, l’adeguatezza dei redditi pensionistici può essere una sfida per le generazioni future. E’ questo l’allarme lanciato dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e contenuto nello studio “Pensions at a Glance”.

DELFINI:  IL MINISTRO DEL LAVORO ELSA FORNERO PRESENTA IL SISTEMA DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVOROPer i precari di oggi il rischio povertà potrebbe materializzarsi in vecchiaia. L´adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema per le future generazioni di pensionati, scrive l’Ocse nel rapporto sulle pensioni, in quanto:

– con il metodo contributivo, le prestazioni pensionistiche sono legate strettamente ai contributi. I lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti saranno più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia;

– oltre alle prestazioni sociali erogate secondo il livello di reddito, per le persone di 65 anni e per quelle più anziane, l’Italia non prevede alcuna pensione sociale per attenuare il rischio di povertà per gli anziani;

– il pilastro pensionistico privato non è ancora ben sviluppato. In seguito all’introduzione del meccanismo d’iscrizione automatica ai piani pensionistici privati nel 2007, la loro copertura raggiungeva solo il 13,3% della popolazione in età lavorativa alla fine del 2010.

Nel 2009 l’Italia, con una spesa pubblica per pensioni pari al 15,4% del reddito nazionale (media Ocse del 7,8%), aveva il sistema pensionistico più costoso di tutti i Paesi dell’Ocse. Con la riforma globale del sistema pensionistico adottata nel dicembre 2011, l’Italia ha realizzato un passo importante per garantirne la sostenibilità finanziaria.

Dal 2021, nessun lavoratore sarà in grado di andare in pensione prima di 67 anni e dopo il 2021, l’età pensionabile andrà ben oltre questo limite. Inevitabili le implicazioni per il mercato del lavoro e per le politiche sociali che dovranno essere prese in considerazione al fine di garantire che gli individui possano adattare le loro decisioni di lavoro e risparmio alla nuova realtà disegnata dalla riforma.

Fonte CGIA