VALTENESI – Tre incontri sulla Decrescita Felice, pensiero di equità per tutti

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L’economista francese Serge Latouche, il giornalista Andrea Bertaglio e il medico e attivista Jean-Louis Aillon saranno i relatori di tre incontri, organizzati a Dicembre in Valtènesi, sulla Decrescita Felice, una corrente di pensiero filosofico, economico e sociale favorevole alla riduzione controllata e volontaria della produzione economica e dei consumi, al fine di stabilire relazioni di equilibrio ecologico fra l’uomo e la natura, nonché di equità fra gli esseri umani stessi.

Locandina_hL’iniziativa, patrocinata dall’Unione dei Comuni della Valtenesi, è promossa dal blog “Decrescita Felice Social Network” e realizzata con il supporto delle associazioni Scordium, VivaValtenesi e Naturalmente.

Ad aprire il convegno sarà Serge Latouche, economista e filosofo francese, a buon diritto considerato il padre della Decrescita. Il 6 Dicembre alle ore 21.00, presso il Centro Sportivo di Polpenazze, l’illustre relatore spiegherà la necessità e l’urgenza di un “cambio di paradigma”, di un’inversione di tendenza rispetto al modello dominante della crescita e dell’accumulazione illimitata di merci. Solo il limite può evitare di farci precipitare nel baratro culturale, sociale, economico e ambientale che abbiamo di fronte. Da qui, il titolo della conferenza “Scongiurare l’illimitatezza e ritrovare il senso della misura”.

Lunedì 9 Dicembre, sempre alle ore 21.00, a San Felice del Benaco  presso l’ex Monte di Pietà in Piazza Municipio, il giornalista Andrea Bertaglio presenterà il suo ultimo libro “Generazione Decrescente”: una lucida analisi di chi oggi ha tra i 30 e i 40 anni, costretto a pagare il conto a chi è venuto prima e a confrontarsi in una “guerra tra poveri” con chi è venuto dopo.

Il 19 Dicembre, alle ore 21.00, presso Palazzo Minerva a Manerba, ultimo incontro della serie con Jean-Louis Aillon, medico e vicepresidente del Movimento per la Decrescita Felice. Sarà presentato il suo ultimo saggio, “La decrescita, i giovani e l’utopia”, una profonda analisi del disagio delle giovani generazioni attraverso la chiave di lettura della decrescita. L’autore/relatore non si fermerà, però, alla mera descrizione della realtà, ma cercherà di delineare nuovi possibili orizzonti dove l’utopia giovanile possa riprendere il suo fondamentale ruolo di motore biologico dell’evoluzione, scongiurando così le imponenti crisi che altrimenti rischieranno di portare il sistema al tracollo nel prossimo futuro.