VALLI TRENTINE – Sel contro lo scempio della Val Nambino

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SEL del Trentino sostiene l’appello per salvare la Val Nambino e l’area dei 5 Laghi in val Rendena, lanciato da LIPU, ITALIA NOSTRA, WWF, LEGAMBIENTE, PAN – EPPAA, Mountain Wilderness, FAI, CIPRA. Si ritiene, infatti, necessario prendere posizione ferma e contraria alla costruzione di una “nuova area sciabile di Campiglio verso il monte Serodoli”.

In un contesto in cui sono già presenti 150 km di piste e in una cornice particolarmente ricca di elementi orografici, dai ghiacciai dell’Adamello-Presanella e dalle Dolomiti di Brenta a 3.000 metri con le ampie distese di selve e pascoli in quota, alle campagne ed alle acque termali a soli 400 metri s.l.m., desta preoccupazione e perplessità la scelta di inquadrare tale iniziativa nella prospettiva di una “mobilità sostenibile”, essendo, di fatto, una scelta che mira solo ed esclusivamente alla promozione di un turismo massiccio e divoratore di suolo, paesaggio e territorio, avente come unico fine il garantire immediati guadagni, senza tutela dell’ambiente e della sostenibilità, parole, evidentemente, evocate solo a fine retorico nel documento preliminare del  PIANO TERRITORIALE DELLA COMUNITA’ DELLE GIUDICARIE. Nello stesso documento il settore turistico viene più volte evocato come unico volano dell’economia locale.

indexSel propone una nuova visione dell’economia basata sul turismo, una visione che ponga la priorità sulla tutela del paesaggio, del suolo, dell’ambiente troppo spesso sacrificati in nome della globalizzazione delle identità, che rende ogni luogo un non-luogo, purché il divertimento degli utenti e l’incasso immediato dei gestori siano garantiti. Secondo i documenti della Comunità delle Giudicarie, il comprensorio sciistico di Pinzolo-Madonna di Campiglio – Folgarida-Marilleva, che è il più esteso di tutto l’Arco alpino Trentino, contribuisce alla constante crescita della “fama internazionale” e alla riconferma di Madonna di Campiglio quale “marchio forte” della Comunità delle Giudicarie.  In realtà sarebbero molteplici e diverse le azioni da compiere, che garantirebbero nuovi lavori, magari in una prospettiva di più lungo respiro temporale, ma con l’obiettivo di realizzare un’efficace sintesi tra uomo e ambiente.

Basti pensare all’urgente conversione ecologica delle moltissime aziende agricole e zootecniche, alla necessità di riqualificare i centri storici e di creare strutture di aggregazione giovanile, alla migliore promozione di un turismo culturale, che può usufruire di un patrimonio vasto di stimoli dalle Palafitte di Fiavè, alle acque termali, ai presidi slow food, ai fenomeni di carsismo, a tutto ciò che nella zona concorre a costituire un contesto di straordinaria bellezza paesaggistica e specificità geologica.

Fermiamo, dunque, lo scempio che si rischia di fare di ambienti naturalistici e rupestri, già fortemente devastati dalla corsa all’edilizia turistica, che vede la presenza sul suolo delle Giudicarie di numerose unità abitative a destinazione turistica, poco sfruttate e di pesante impatto. Difendiamo l’identità locale anche attraverso la tutela delle specificità ambientali e “paesaggistiche.  Adottiamo uno sguardo critico verso l’incoerenza di chi ripetutamente cita nei documenti istituzionali le definizioni dell’Unione Europea (“Salvaguardia dei paesaggi indica le azioni di conservazione e di mantenimento degli aspetti significativi o caratteristici di un paesaggio, giustificate dal suo valore di patrimonio derivante dalla sua configurazione naturale e/o dal tipo di intervento umano”) e poi propone ciò che, giustamente, gli amici ambientalisti nel loro appello definiscono un suicidio, un delitto di distruzione ambientale perseguibile penalmente”.
Sosteniamo e promuoviamo ogni iniziativa pacifica destinata a bloccare tutto ciò, facendo sentire le nostre urla a difesa dell’ambiente a chi ci governa, in un assetto politico che vede esclusi dalle istituzioni provinciali partiti e singoli soggetti, tradizionalmente sostenitori di principi ecologisti.

Sinistra Ecologia Libertà del Trentino