Un Natale da apocalisse economica

0

Qualche mese fa una gentile signora che di nome faceva Paola scrisse un commento ad uno dei miei editoriali invitandomi – assai gentilmente – ad alzare le tende e ad andarmene all’estero.

apocalypse-duckLa ragione stava nel fatto – da lei evidenziato – che scrivevo cose pessime dell’Italia. Non ho avuto mai il piacere di conoscerla, questa signora. Perché dopo quel commento non scrisse più nulla. Non so nemmeno se ci segue ancora.

Comunque le risposi che – forse – non era una lettrice così attenta. Nei miei editoriali evidenziavo alcuni dati macroeconomici sempre negativi e l’incapacità dei politici italiani di porre rimedio serio ad una situazione economicamente drammatica da molti anni, che rischiava di diventarlo – drammatica – anche socialmente. Le dissi che amo il mio paese al punto tale che avrei continuato ad investire e lavorare nella mia città e nelle nostre valli e così ho fatto.

Con alcuni amici imprenditori nel settore editoriale abbiamo avviato BSNetwork.it, un progetto che partendo dai quotidiani online che pubblichiamo offre la possibilità di promuovere la propria attività a costi bassissimi con il vantaggio di arrivare agli occhi di circa 80000 lettori tutti i giorni. Abbiamo cercato di dare un contributo con i mezzi di cui disponiamo senza fare sempre tante chiacchiere inutili come fanno – invece – la stragrande maggioranza dei nostri politici.

I dati economici sono da paura e i numeri vanno trattati con rispetto, altrimenti sanno come fare a vendicarsi.

I numeri in Italia dicono che siamo un paese al collasso economico, dove la situazione sociale rischia di esplodere da un momento all’altro. Vi faccio solo alcuni esempi: un debito pubblico che al minuto 31 delle ore 8 del giorno 4 dicembre è di € 2.079.135.952,865 in rapida crescita; una disoccupazione del 12,7% circa, come non si vedeva dal 1977 – secolo scorso – anni luce di distanza; due milioni di persone che dichiarano di non cercare nemmeno più un lavoro, non dico stabile, ma nemmeno un lavoro; il 48% di giovani e donne che sono disoccupati.

Un prodotto interno lordo che non cresce da anni e un governo che dichiara per il 2014 una “crescita stimata” dell’1.4 mentre l’Ocse “stima” un possibile 0.4%.
Un livello di tassazione generale – locale, regionale, statale – di circa il 78,80%. Una cifra da paura, mai raggiunta da nessun paese europeo.

Un governo che ci ha costretto a versare acconti dell’ordine del 103% e del 122% sulle tasse del prossimo anno. E i soldi necessari a giugno dove andranno a prenderli? Beh, stiamo pure tranquilli. Il ministro Saccomanni dice che siamo alla fine del tunnel e che nel 2014 ci saranno timidi segnali di ripresa e non importa se l’equivalente del ministro dell’economia dell’UE l’ha sputtanato in diretta dal parlamento europeo.

Servono altri luminosi esempi di come il nostro paese stia andando a puttane? Esagero, gentile signora Paola? Me lo dica lei.

E i politici che fanno? Litigano sulla decadenza di Berlusconi e scompongono il quadro politico in tanti piccoli partiti che tra loro continuano a litigare sul nulla. E quando hanno la necessità di fare cassa utilizznao sempre e solo la “leva fiscale” che – dalle mie parti – vuol dire mettere la mani nelle nostre tasche.

Nel frattempo fanno molte inutili chiacchiere sul contenimento della spesa pubblica che nessuno riesce mai a contenere. Avviano commissioni di studio e tavoli di confronto su tutti gli argomenti del mondo senza mai approdare a nulla.

Un esempio per tutti: la legge elettorale. Un altro esempio? La soppressione delle province e degli enti inutili: mai visto nulla di concreto. Questi non si metterebbero d’accordo nemmeno sulla soppressione delle lingue morte in Angola del sud.

Esagero, ben gentile signora Paola? Me lo dica lei, se ha ancora voglia di scrivermi, se davvero esagero.