BRESCIA – Studia in cattolica LouiseBarbie, l’aspirante pornostar

0

All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia studia un’aspirante pornostar. Una lunga chioma bionda, come ogni barbie che si rispetti, sicura del suo fascino. Si tratta della 26enne di origini napoletane, bresciana acquisita: Luisa Di Stefano ha già fatto una comparsa su Italia Uno nel corso del programma Lucignolo, a fianco di Trentalance, al quale ha confidato di trasmettere ‘sesso’ solo toccandosi i capelli.

184427_674658039215786_1448780778_nSul web, nella sua pagine facebook, migliaia di autoscatti provocatori e sensuali. Perizomi, gonne alzate, reggiseno, sguardi ammiccanti, pali per lap dance, copertine di Playboy, trucco pesante, tacchi a spillo e molto altro ancora. Tra le foto del profilo anche un’immagine nella quale si staglia dallo sfondo rosso la scritta “I’m a free bitch baby!”. Tra tutti questi giochi di provocazione, destano quasi tenerezza foto di barbie postate qua e là. Non solo: Luisa ha tatutato sulla schiena un grande fiocco, che sembra proprio richiamare i fiocchi delle principesse. Sul fianco destro, invece, ha inciso il coniglietto di Playboy ed il suo nome, Louisebarbie. La barbie bresciana si definisce una modella, una ragazza bellissima, simpatica, intelligente e stilosa. Scrive che le piace le sua voce, fare sesso e tutto ciò che è illegale ed immorale. “Sono una little Barbie Lolita monella”. Il suo sogno nel cassetto è quello di entrare nel mondo dello spettacolo nel ruolo di pornostar.

Pubblica sul suo profilo: “Mettiti con uno che ha i soldi, non dovrai lavorare, andrai dal parrucchiere, a fare la manicure, i massaggi; poi torni a casa e scopi con tuo marito per assicurarti un futuro roseo”. Oppure: “Ragazze italiane che non diventano mai donne. In giro se ne vedono di ogni età, tutte uguali, vestite uguali, venderebbero l’anima al diavolo per assomigliare a quelle in tv ma non lo ammettono. Non hanno interessi, non hanno gusto, non hanno linguaggio, non hanno pensieri propri, non hanno ambizioni diverse da quella di sposarsi con il principe azzurro”. Lei, la barbie bresciana, le idee chiare non si può dire che non le abbia.

Da ultimo, una breve considerazione: oggi più che mai si parla di femminicidio e si cercano strategie, legislative e non, per prevenire e reprimere il fenomeno, sempre più dilagante nella società odierna. Sotto accusa sono finiti anche i mass media, che secondo i più trasmettono un’immagine della donna strumentalizzata, intesa quale oggetto il cui solo scopo è quello di provocare, di lanciare al pubblico messaggi sessuali. Al di là della potenziale incisività dei media nel modello culturale in cui la nostra società è calata, un imprescindibile punto di partenza dovrebbe essere proprio la forza delle donne. La forza di recuperare, con lo stesso ardore col quale in passato altre donne hanno combattuto per i loro/nostri diritti, quella dignità di persona che oggi più che mai viene – spesso dalle stesse donne – calpestata.