SAVIORE – Si discute sul futuro di villa Sacro Cuore. Lifting per un centro di cura?

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Da un lato è stato proposto di trasformarla in una clinica per la cura dei disturbi alimentari, dall’altro in un centro sanitario polifunzionale. Al centro del dibattito villa Sacro Cuore, l’ex casa di vacanze dei padri Dheoniani, che sorge in località Dase. Ormai da anni sono in corso trattative attraverso le quali l’amministrazione comunale, guidata dal primo cittadino Alberto Tosa, mira ad acquistare l’immobile, che la congregazione proprietaria sarebbe disposta a vendere al prezzo di circa 600mila euro, sebbene il valore di mercato della struttura sia circa il doppio.

indexUna volta perfezionato il contratto di compravendita immobiliare, e ottenuti i necessari accreditamenti a livello regionale, l’amministrazione comunale vorrebbe trasformarla in una clinica per pazienti affetti da disturbi alimentari, come anoressia e bulimia. La gestione, sempre nelle intenzioni dell’amministrazione, verrebbe affidata con bando pubblico, ed in cambio di un sostanzioso canone d’affitto, ad un imprenditore del settore sanitario. Tuttavia, nei giorni scorsi, alcune associazioni del paese, come Amici della natura, Comitato per la tutela e valorizzazione e i gruppi sportivo, Resistere e degli alpini, pur condividendo il progetto, che creerebbe numerosi posti di lavoro, hanno chiesto che nella struttura venga realizzata una Rsa in grado di accogliere gli anziani della Valsaviore.

Il vicesindaco Nicola Boldini, dal suo canto, ha spiegato che nessun imprenditore ad ora ha manifestato un interesse concreto alla gestione della struttura. Il Comune sta lavorando per ottenere i finanziamenti bloccati dall’Odi e per ora le uniche risorse che la Regione sarebbe disposta a erogare sarebbero per una clinica per disturbi alimentari.