BRESCIA – Disciplina degli omaggi, le disposizioni per detrarre l’Iva

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Omaggi a terzi:
Per quanto concerne la detraibilità dell’IVA sugli omaggi, il testo dell’art.19 – bis 1, lett.h) del DPR 633/1972 opera una distinzione a seconda del valore dell’omaggio .
Nel caso di beni di costo superiore a Euro 25,82, non è ammessa la detrazione dell’imposta assolta al momento dell’acquisto e la successiva cessione gratuita si configura come operazione non soggetta ad imposta ai sensi dell’art.2, co.2, n.4) del DPR 633/1972.

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Nel caso in cui il bene oggetto di omaggio abbia invece un costo unitario non superiore a Euro 25,82, non esiste un divieto di detrazione oggettiva: l’imposta assolta al momento dell’acquisto può essere interamente detratta, anche nel caso in cui si tratti di alimenti e bevande, secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate.
In merito alla successiva cessione gratuita di beni di costo inferiore a Euro 25,82, questa darà luogo ad operazioni distinte a seconda del soggetto che effettua l’omaggio: nel caso di imprese che non producono né commercializzano il bene omaggiato, la cessione gratuita si configurerà come un’operazione non soggetta ad IVA; nel caso invece di imprese che cedono in omaggio gli stessi beni rientranti nella loro attività, ovvero di professionisti e artisti, si tratterà di un’operazione imponibile e l’IVA sarà assolta in alternativa mediante emissione di fattura, emissione di autofattura o mediante annotazione su apposito registro degli omaggi.
Anche la deducibilità dal reddito d’impresa degli omaggi a terzi opera in maniera diversa a seconda del costo del bene omaggiato. Nel caso di beni di costo unitario superiore a Euro 50,00 è applicabile l’art. 74 del TUIR, che prevede la deducibilità delle spese di rappresentanza (considerando tali anche le spese per omaggi) se rispettano i requisiti di congruità e inerenza. Nel caso, invece, di beni di costo inferiore a Euro 50,00 le spese per omaggi possono essere integralmente dedotte nell’anno.

Omaggi a dipendenti:
I beni acquistati per essere ceduti a titolo di omaggio ai propri dipendenti e ai soggetti assimilati non sono inerenti all’attività d’impresa e non possono nemmeno essere qualificati come spese di rappresentanza; di conseguenza, la relativa IVA è indetraibile, mentre la loro cessione gratuita è esclusa dal campo di applicazione dell’imposta. Se gli omaggi sono rappresentati da beni oggetto dell’attività d’impresa, spetta la detrazione dell’imposta, mentre la cessione gratuita è imponibile.
Sotto l’aspetto delle imposte dirette, il costo di acquisto dei beni con cui omaggiare i dipendenti è sempre deducibile, giacché costituisce spesa per prestazione di lavoro ai sensi dell’art. 95 del TUIR. Quanto al dipendente omaggiato, ai sensi dell’art. 51 del TUIR, questo non è soggetto ad imposizione solo qualora le erogazioni liberali, anche in denaro, siano state concesse in occasione di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti e siano di importo non superiore a Euro 258,23 annui.

Omaggi da esercenti arti e professioni:
La cessione gratuita di beni non strumentali non costituisce reddito per il professionista.
Relativamente ai beni omaggiati ai clienti, il costo sostenuto per tali beni è deducibile dal reddito del professionista, a titolo di spese di rappresentanza, nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. Si tratta in ogni caso di un’operazione imponibile e l’IVA è detraibile secondo le regole sopra descritte.
Per i beni ceduti a titolo gratuito ai propri dipendenti, non è specificamente disciplinato dal TUIR. La tesi prevalente considera il costo di tali omaggi deducibile.