VALTROMPIA – 118, automedica resta a Lumezzane. Ma sarà in “tour”

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“La distribuzione degli interventi dell’automedica nei territorio dei diversi comuni della Valtrompia spinge a continuare nel percorso intrapreso con la riorganizzazione, che vede i mezzi sempre più lavorare con modalità dinamica e quindi non fermi su una sola postazione, ma in grado di rispondere alle esigenze di un territorio più ampio”. Si legge così nelle considerazioni riepilogative del documento (che mettiamo alla fine dell’articolo) presentato ieri nella sede della Comunità montana della Valtrompia, a Gardone, per rispondere alle polemiche che nelle scorse settimane erano rimbalzate sui giornali per la posizione che l’automedica avrebbe dovuto avere sulla valle.

AutomedicaIl prospetto, in pratica, conferma il mezzo di soccorso del 118 in dotazione alla Croce bianca di Lumezzane, ma dovrà cambiare spesso postazione di partenza in base alle situazioni più rischiose. La decisione condivisa da tutti gli amministratori è arrivata dopo l’incontro del 20 novembre scorso quando il presidente dell’ente montano Bruno Bettinsoli, con i sindaci della valle, ha incontrato il direttore dell’Areu 118 (Azienda regionale emergenza urgenza) di Brescia Claudio Mare e il dirigente lombardo Alberto Zoli. La “miccia” dello scontro si era accesa nei giorni scorsi quando la Lega Nord di Gardone Valtrompia aveva criticato la posizione quasi sempre fissa dell’automedica a Lumezzane, mentre la Croce bianca valgobbina, accreditata dalla Regione Lombardia per gestire il servizio, aveva lamentato il fatto che nella “capitale” valtrumplina esistesse già un pronto soccorso e l’automedica con infermiere di stanza a Brozzo di Marcheno, a pochi chilometri. Ma alla fine le posizioni sono concilianti.

“La postazione di partenza dell’automedica dovrà essere itinerante lungo la valle – ha detto il presidente Bettinsoli – perché deve essere più vicina alle possibili posizioni di rischio della zona. Non vuol dire che debba giungere sul posto dove è scattata l’emergenza, ma può arrivare a una distanza strategica, questo vale soprattutto in operazioni complesse di recuperi, per esempio, in montagna”. Il mezzo di soccorso, che al 118 costa (compreso il personale) 1,3 milioni di euro all’anno, deve interagire sempre di più con la base di Brozzo per coprire al meglio il territorio, anche nel caso in cui l’urgenza dovesse chiamare fuori dalla valle.

I dati diffusi dal presidente Bettinsoli e contenuti nel documento analizzano nei dettagli anche gli interventi fatti in Valtrompia, compresi quelli urgenti, che evidenziano come, nel 95% dei casi, il primo mezzo ad arrivare sul posto (di solito l’ambulanza) ci mette 20 minuti, mentre l’automedica raggiunge lo stesso tempo nell’85%. E i dati sono simili nel 2012 e quest’anno dall’inizio dell’anno al 31 ottobre con 4.352 interventi l’anno scorso (2.935 per le emergenze e 835 casi con l’automedica) e 4.386 quest’anno (2.619 tra codici rossi e gialli e 888 con il mezzo del 118). La relazione parla anche di un lieve aumento dell’uso del mezzo 118 a causa di una migliore codifica di gravità e dell’ambulanza di Brozzo a garanzia delle zone periferiche.

DOCUMENTO AREU SULL’AUTOMEDICA 118