BRESCIA – La pubblica amministrazione ha “cancellato” i debiti con le imprese

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A sostenerlo, in maniera ovviamente provocatoria, è la CGIA. A ricostruire la vicenda è il segretario Giuseppe Bortolussi:
“Pur essendo passati più di due mesi dalla scadenza prevista dalla legge, apprendiamo da una interrogazione parlamentare tenutasi l’altro ieri che solo 13.500 Amministrazioni pubbliche italiane, pari a poco più del 61 per cento del totale, hanno comunicato al ministro dell’Economia e delle Finanze l’ammontare del debito contratto con le imprese italiane

Giuseppe Bortolussi
Giuseppe Bortolussi

al 31 dicembre 2012. A seguito delle segnalazioni pervenute, la somma complessiva dei debiti è pari 3,1 miliardi di euro. Una cifra irrisoria e lontana anni luce dai 91 miliardi indicati dalla Banca d’Italia o dai 120 miliardi stimati dalla CGIA”.

Prosegue Bortolussi: “Se è inqualificabile che 8.500 Amministrazioni, pari a poco meno del 39 per cento del totale, non abbiano ancora segnalato l’ammontare dei propri debiti, è quantomeno singolare che dalle realtà che hanno trasmesso i dati emerga un importo complessivo di soli 3,1 miliardi di euro. O ad aver comunicato al ministero sono stati solo quei soggetti pubblici che hanno maturato importi debitori contenutissimi, oppure ne hanno segnalato solo una parte, poiché non sono in grado di quantificare in maniera esatta l’importo che devono ai propri creditori. Comunque sia, mentre le imprese attendono di essere pagate e sono sempre più a corto di liquidità, una parte importante della Pubblica amministrazione sfugge alle proprie responsabilità in maniera del tutto ingiustificabile”.

Qual è lo stato di avanzamento dei pagamenti?

A fronte di 27,21 miliardi di euro stanziati per l’anno in corso (20 con il D.L. n° 35, altri 7,2 con il D.L. n° 102), al 28 ottobre 2013 (ultimo aggiornamento disponibile) sono stati erogati 13,82 miliardi di pagamenti. In buona sostanza, l’incidenza dei pagamenti effettuati sul totale delle risorse stanziate è pari al 50,8 per cento. “Riconosciamo sia al Governo Monti sia all’Esecutivo guidato da Letta – prosegue Bortolussi – di aver capito che lo sblocco dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione costituisce una priorità per rimettere in moto l’economia del Paese”.

Per la CGIA il debito della Pa nei confronti delle imprese è di circa 120 miliardi

“E’ verosimile ritenere che i debiti della Pubblica amministrazione italiana nei confronti delle imprese ammontino a circa 120 miliardi di euro”. Ne è convinto il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, che ha stimato questo importo dopo aver analizzato i risultati emersi da un’indagine campionaria presentata nel marzo di quest’anno dalla Banca d’Italia in un’audizione parlamentare.

Secondo i ricercatori di via Nazionale, il debito della Pubblica amministrazione è di 91 miliardi di euro. Una cifra che, ormai, viene presa come riferimento da tutti gli osservatori ogni qual volta si dimensiona l’ammontare complessivo dei crediti che le aziende vantano nei confronti del settore pubblico.

“Si tratta di una foto scattata il 31 dicembre 2011, praticamente quasi due anni fa – conclude Giuseppe Bortolussi – nella quale non sono comprese le aziende con meno di 20 addetti che, ricordo, costituiscono il 98% del totale delle imprese italiane. In questa ricerca, inoltre, non sono state coinvolte le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi sociali che, storicamente, sono quelle dove si annidano i ritardi di pagamento più eclatanti. Alla luce di questi elementi, riteniamo che l’ammontare dei debiti scaduti stimato dalla Banca d’Italia sia sottodimensionato di circa 30 miliardi di euro”.

Sia chiaro, sottolineano dalla CGIA, non è in discussione il rigore scientifico dell’indagine realizzata dalla Banca d’Italia: nelle note metodologiche i ricercatori di via Nazionale hanno messo in evidenza tutti i limiti della ricerca. Chi dovrebbe preoccuparsi a dimensionare il debito dovrebbe essere lo Stato che, purtroppo, non è ancora nelle condizioni di farlo a causa della reticenza di una buona parte delle sue articolazioni sia centrali sia periferiche.

Fonte: CGIA