ISEO – Campeggiatori e strutture abusive: la polemica non si ferma

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Non si è fermato l’iter che vede come protagonisti i campeggi del Sebino e le strutture abusive contro cui si sono mossi la Soprintendenza e gli architetti Renato Gentile e Andrea Alberti, autori della comunicazione “di grave decadimento paesistico”, in quanto “opere che eliminano le caratteristiche della mobilità”. Durante l’incontro tra la soprintendenza e la commissione al turismo della Provincia di Brescia è stato confermato l’ordine di verificare le strutture, richiesto ai comuni dalla Soprintendenza.

CampeggiatoriLa commissione aveva chiesto di “sospendere le prescrizioni impartite a comuni” e ora ha annunciato di voler far ricorso al Tar, “per guadagnare tempo e capire come muoversi per riqualificare le attività”.

I gestori sebini restano preoccupati per le loro attività e le loro strutture, il consigliere di Pisogne Invernici ha affermato: “Per avere l’autorizzazione paesaggistica serve sgomberare il campeggio, partendo da zero come se fosse un’attività nuova”. Questo sarebbe un colpo molto duro per gli imprenditori, e si sta pensando di modificare la legge.

La Soprintendenza, da parte sua, continua a ribadire che il suo unico interesse è la salvaguardia del paesaggio: “Esiste una legge nazionale, il decreto 42 del 2004 del Codice dei beni culturali, che richiede interventi in caso di inadeguatezze delle strutture”.

Prosegue poi: “Non siamo qui per tutelare gli abusi. L’intento della nostra mozione è la ricerca politica di un equilibrio tra la tutela del paesaggio e gli interessi privati, che danno lavoro e contribuiscono al benessere economico”. Turismo si, ma è necessario tenere presente la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio.