BRESCIA – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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Il 25 novembre è stato designato dall’ONU come “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”: l’iniziativa è del 1999 e le Nazioni Unite hanno invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. Nonostante i proclami e i tentativi anche di combattere il fenomeno attraverso provvedimenti di legge,  la violenza sulle donne continua a essere ancora terribilmente diffusa e sono tante le vittime che temendo di ricevere ritorsioni dal loro carnefice faticano a denunciare quello che accade. Un dato su tutti: il 90% delle violenze domestiche e degli abusi sessuali non viene nemmeno denunciato. Per la giustizia, di fatto, non esiste.

indexIn Italia ogni 2 giorni e mezzo viene uccisa una donna. Dall’inizio del 2013 al 30 giugno si sono contati 65 femminicidi. E il fenomeno coinvolge trasversalmente donne di tutto il mondo, di tutte le età, ceto sociale e livello di istruzione. In Italia si stima che oltre sei milioni di donne, tra i 16 e i 70 anni, siano vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri. Il 14.3% delle donne, secondo il rapporto, è stata vittima di atti di violenza da parte del partner, ma solo il 7% lo ha denunciato. Altrettanto allarmante è il dato secondo cui il 33.9% di coloro che subiscono violenza per mano del proprio compagno e il 24% di coloro che l’hanno subita da parte di un conoscente o di un estraneo, non parla con nessuno dell’accaduto. La violenza domestica, inoltre, è la seconda causa di morte per le donne in gravidanza.

Brescia non si discosta, purtroppo, da questa tendenza: al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile si registra la media di un caso al giorno.  Sono 616 i casi registrati nel biennio 2010-2011 al Pronto soccorso del Civile. I dati ufficiosi per il 2012 parlano di altri trecento circa. Età media delle vittime: 34.8 anni. Dei 616 casi registrati nel biennio, 354 erano donne italiane e 262 straniere. Del totale, 379 sono state vittime di percosse, 160 di maltrattamento che si è ripetuto nel tempo, 53 di violenza sessuale, 20 di violenza sessuale e percosse, due di tentato omicidio e due di tentata violenza. Ancora, il 6,6% ha subito violenza con armi e l’1.3% violenza di gruppo. Il 6.4% è stata ricoverata a causa della gravità delle lesioni subite. Un vero e proprio bollettino di guerra che illustra quanto il crimine «di genere» sia molto diffuso e che non accenni a placarsi malgrado la comunità internazionale lo consideri una vera e propria violazione fondamentale dei diritti umani.
E ancora più terribili sono le “testimonianze” che emergono dietro al singolo dato: donne che giungono al Pronto soccorso in lacrime, ma anche tanti tentativi di minimizzare quello che è accaduto, che si racchiude nella classica e triste frase “mi sono fatta male da sola”.

L’Assessore Viviana Beccaslossi dichiara che “Il 26 giugno 2012 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una legge di contrasto alla violenza maschile sulle donne. Si tratta della legge regionale 3 luglio 2012, n. 11, Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza-. La norma, che condanna ogni tipo di violenza fisica, sessuale psicologica ed economica, prevede l’istituzione di un tavolo permanente composto per metà dai rappresentanti delle associazioni e per metà da quelli istituzionali, con funzioni non solo consultive, ma di proposta e di elaborazione degli interventi. Si prevede anche la creazione di una rete regionale antiviolenza, di cui faranno parte i centri antiviolenza e le case di accoglienza che da anni operano sul territorio e hanno maturato una straordinaria esperienza “

indeQuest’anno la giornata contro la violenza sulle donne verrà celebrata anche in Lombardia con tante iniziative in programma per sensibilizzare anche chi non è direttamente coinvolto su un tema di così grande rilevanza.  Uno dei momenti più significativi è previsto lunedì 25 novembre: durante il convegno organizzato da Regione Lombardia “Le donne in testa, la violenza alle spalle” si insedierà il Tavolo Regionale Antiviolenza con  l’obiettivo di definire le linee programmatiche e di intervento per affrontare e contrastare un fenomeno sempre più grave.

L’aver firmato la Convenzione di Istanbul e l’aver varato una legge per contrastare penalmente il fenomeno, deve essere considerato solo un punto di partenza. Le donne continuano a morire ammazzate all’interno di rapporti di coppia malati, in cui la donna è ritenuta una proprietà e non una persona con una sua individualità e autonomia. C’è molto da fare ancora sia sul piano culturale sia sul piano del lavoro, per esempio. La dipendenza economica è infatti una base fertile sulla quale il rapporto malato si alimenta, e impedisce alla donna di andarsene quando si sente come imprigionata in una unione che la soffoca. O , è il caso di dirlo, la stritola. Auspichiamo, come accade in Spagna, sia attivato il collocamento per le vittime, abbiamo quello per i detenuti, e va bene, ma anche le vittime devono essere reinserite in società. Da noi manca l’equilibrio nel trattamento riservato ai diversi attori del reato e lo sbilanciamento è eccessivo verso la parte che il reato lo ha commesso. Basta!

Fratelli d’Italia Brescia