BOVEZZO – Aperte le case popolari sulle ceneri del Prealpino

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Punto di arrivo e punto di partenza di una nuova vita con il taglio del nastro dell’edificio di edilizia residenziale pubblica che ha preso il posto, a Bovezzo, del demolito Residence Prealpino. Molte le autorità presenti, dal presidente dell’Aler di Brescia Ettore Isacchini al sindaco di Brescia Emilio Del Bono e numerosi amministratori e rappresentanti politici regionali e bresciani.

Sindaco di Bovezzo, Antonio Bazzani
Sindaco di Bovezzo, Antonio Bazzani

Il nuovo complesso edilizio di via Canossi è formato da due corpi di fabbrica per un totale di 48 alloggi, di cui 36 per l’edilizia sociale e 12 a canone moderato. Gli appartamenti sono di varia tipologia con superfici che vanno da 48,44 a 68,23 metri quadrati. La superficie complessiva dei due fabbricati è di 3.215 metri quadrati.

Per quanto riguarda i costi sono stati rispettati i limiti fissati dalla Regione, con la spesa totale che ammonta a 7.328.665 euro, di cui 5.120.900 a carico della Regione Lombardia e 2.207.765 a carico dell’Aler di Brescia. Il Residence Prealpino, dunque, non esiste più. Con l’abbattimento dell’edificio, nel marzo del 2010, si è chiusa una storia incresciosa e difficile che aveva visto un sovraffollamento di immigrati oltre le mille presenze. Una situazione di degrado che nell’arco di 27 anni si era fatta sempre più insostenibile.

Gli sviluppi successivi hanno poi portato all’accordo di programma tra Comune di Brescia, Comune di Bovezzo, Regione e Aler per un progetto di demolizione e ricostruzione dell’edificio da destinare a edilizia sociale. Oggi il taglio del nastro alla presenza, oltre a varie autorità, anche dell’assessore regionale alla Casa Paola Bulbarelli.