BEDIZZOLE – Omicidio Stabile: la vedova in lacrime. “Era un uomo pulito”

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Cosetta Polina, la moglie 50enne dell’uomo ucciso con due colpi di postola nei giorni scorsi in un parcheggio della zona industriale di Bedizzole, fa chiarezza sul passato della vittima, Tiziano Stabile: “Mio marito non era un delinquente, aveva avuto un passato burrascoso ma aveva pagato: è stato in carcere 18 mesi, poi la sua vita era cambiata”.

21_17_bso_f1_390_1_resize_526_394L’uomo nel 1981 era stato condannato per il reato di sequestro di persona a scolpo di estorsione. Una banda di malviventi, della quale Stabile faceva parte, aveva infatti sequestrato l’orefice Mezzadri di Rivarolo Mantovano e lo aveva chiuso in una cascina a San Giovanni in Croce per poi chiedere ai genitori il riscatto. Proprio Tiziano era andato incappucciato a bussare alla porta di casa per chiedere il denaro. Dopo 18 mesi di pena detentiva in carcere però – stando alle parole della moglie – l’uomo era cambiato, si era ripulito, divenendo un papà amorevole e un uomo di casa. Stabile ha infatti una figlia, Romina, che lavora a Calvisano, ed un figlio, Andrea, che studia a Brescia e che dovrebbe laurearsi nel mese di febbraio.

Nessun accenno alla droga, alle accuse di spaccio, alla fedina penale. La donna ha preferito parlare della passione del marito per il jogging e per il suo lavoro. Ha dichiarato di non conoscere il motivo per quale quasi ogni sera si recasse nel Bresciano, ma ha specificato che aveva una casa a Desenzano, messa a sua disposizione da un amico e nella quale spesso dormiva, e molti amici in zona.

La sera del delitto, Stabile era a cena in una pizzeria ristorante ad Asola con degli amici, ma stando alle loro testimonianze si è allontanato dopo aver ricevuto una telefonata, per dirigersi verso il parcheggio dove è stato giustiziato. La cena per lui si era fermata all’antipasto e, dopo essersi scusato con gli amici, l’uomo è salito a bordo della sua Volkswagen Golf, ha imboccato la tangenziale e si è diretto verso via Caselle, teatro della tragedia. Ha parcheggiato l’auto nella piazzuola antistante uno store all’ingrosso di giardinaggio e prodotti per animali domestici. Gli inquirenti sono quindi convinti che la chiave dell’omicidio possa essere trovata nel telefono cellulare dell’uomo e per questo motivo lo smartphone è ora al vaglio di esperti informatici dell’Arma dei Carabinieri. Il killer, infatti, ha senz’altro dato appuntamento alla vittima.

resizer.jspI proiettili trovati nel suo corpo, uno al torace ed uno alla nuca, sono stati esplosi da una 7.65 di calibro medio, diffuso anche nel tiro sportivo. I bossoli sono stati recuperati a poca distanza dal luogo dove è stata trovata la vittima agonizzante. Stando ad una prima ricostruzione, ancora da confermare, sembrerebbe che Stabile sia stato colpito mentre si trovava dritto difronte al suo carnefice. Il secondo colpo, invece, sembra lo abbia raggiunto mentre si trovava carponi sull’asfalto. Oltre al cellulare, gli inquirenti puntano anche ai video registrati dalle telecamere di videosorveglianza collocate sulle aziende che sorgono in prossimità del parcheggio teatro del delitto. Il pm che si occupa del procedimento, Claudio Pinto, ne ha già disposto il sequestro ed ora le immagini sono sotto esame.

Le indagini stanno procedendo molto rapidamente e nei prossimi giorni l’assasino potrebbe avere un nome ed un volto. La pista seguita è quella del regolamento di conti maturato nel sottobosco della criminalità che Tiziano frequentava o aveva frequentato in passato. Sembra infatti che il 54enne si sentisse minacciato da qualcosa o qualcuno. Gli inquirenti stanno quindi scavando nel recente passato della vittima, che sicuramente conosceva il suo assassino. Se così non fosse, infatti, non si spiegherebbe il motivo per il quale Stabile avrebbe abbandonato gli amici a metà cena per andare incontro alla morte.

“Non so nemmeno chi gli volesse così male”, ha ripetuto più volte la vedova in una lunga intervista rilasciata a La provincia di Cremona, ricordando con affetto il marito.