VAL NAMBINO E VAL RENDENA – Impianti: “Un delitto di distruzione ambientale”

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Di seguito la pubblicazione integrale del testo dell’appello per salvare la Val Nambino e l’area dei 5 laghi in alta Val Rendena, presentato da CIPRA Italia, FAI, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, PAN – EPPAA e WWF

“Nubi minacciose si addensano sul destino della Val Nambino e della sovrastante area dei 5 Laghi, in Val Rendena, per la possibile creazione di una “nuova area sciabile di Campiglio verso il monte Serodoli” (Documento preliminare del Piano Territoriale della Comunità delle Giudicarie). Non passa settimana senza che la Presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini, accenni a questo ennesimo intervento impiantistico, accampando fumose motivazioni economiche del mercato internazionale dello sci. Le fa eco il Presidente degli impiantisti Marcello Andreolli.

indexOvviamente per essi non bastano 150 km di piste già esistenti e debiti per due milioni di Euro! Non basta aver violentato e snaturato l’ambiente delle montagne di Pinzolo, di Fogaiard, di Pancugolo – 5 Laghi e di molte altre zone. Non hanno alcun ritegno, dopo aver furbescamente definito il collegamento Pinzolo-Madonna di Campiglio “sistema di mobilità alternativa”, allo scopo di ottenere indebite contribuzioni provinciali. Ora si pensa, proseguendo sulla strada dello “sviluppo”, di distruggere l’intera Val Nambino, con la sua ricchezza naturalistica e paesaggistica, e di profanare il delicato ambiente rupestre dei 5 Laghi, ultima zona integra nella conca di Madonna di Campiglio, di indubbia bellezza e unicità, coi numerosi bacini lacustri, ognuno con caratteristiche idrobiologiche, configurazione, tonalità cromatiche, trasparenze diverse. Sotto il profilo tecnico, come ben ha osservato anche l’Ente Parco “Adamello-Brenta”, le caratteristiche orografiche della zona, movimentate e irregolari, ben poco si prestano a ospitare piste e impianti che richiederebbero notevolissimi scavi e riporti con completa trasformazione del territorio, molto maggiori di quelli operati nel vicino versante del Pancugolo – 5 Laghi, dove le opere impiantistiche appaiono oltremodo impattanti e distruttive, nonostante una configurazione orografica molto più favorevole.

Una zona, quella in esame, molto frequentata in estate per la sua elevata qualità paesaggistica, al pari di Vallesinella e della Val Brenta, e in inverno ambita meta di scialpinisti. Evidente quindi la sua valenza naturalistica, culturale ed economica per un turismo alternativo. La Comunità delle Giudicarie ha affidato alla società “Agenda 21 consulting s.r.l.” lo studio di valutazione ambientale, socio-economica e strategica sul possibile ampliamento del demanio sciabile di Madonna di Campiglio nell’area Serodoli. Riteniamo che difficilmente uno studio serio e approfondito potrà convalidare l’ipotesi di nuove piste e nuovi impianti in Val Nambino e “nell’area Serodoli”, anzi per l’elevata e unica valenza ambientale dell’area, non si sarebbe dovuto neppure ipotizzare questo tipo di infrastrutture invasive.

Sarebbe un suicidio, un delitto di distruzione ambientale perseguibile penalmente invadere l’ultima valle integra che sale da Madonna di Campiglio. Ci vorrebbe in Valle un Ulisse che riportasse alla ragione i suoi compagni di vita e di viaggio, togliendoli dall’incantesimo dello “sviluppo” senza fine. Per le motivazioni e le considerazioni sopra esposte, le sottoscritte Associazioni Ambientaliste chiedono che con la massima urgenza e fermezza gli Uffici Provinciali nei settori dell’Urbanistica, del Paesaggio, dell’Ambiente e dell’Economia, il Parco Naturale Adamello Brenta e la Comunità di Valle, neghino fin sul nascere questo distruttivo e illogico proposito. Sperano inoltre in un responsabile e lungimirante intervento del Muse su questa questione. Auspicano infine un intervento di controllo da parte dei funzionari dell’Unione Europea, sia a riguardo dei pesanti interventi già realizzati, sia della fittizia mobilità alternativa tra Pinzolo e Madonna di Campiglio”.

1 Commento

  1. ma non doveva partire una petizione popolare sulla piattaforma Change.org per fermare questo scempio? ..e partita? io non trovo nulla in merito, la raccolta di migliaia di firme come sta avvenendo in questi giorni per il Parco d’Abruzzo,sarebbe una leva formidabile.!!

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