NIARDO e MALEGNO – Tares, i sindaci attaccano: “favori per chi non ha rispettato i termini”

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La Tares, il nuovo tributo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ha destato in Valcamonica non solo la rabbia dei contribuenti ma anche un vero e proprio incidente politico. In primo luogo, alcuni Comuni non hanno la possibilità di beneficiare dei finanziamenti Odi, riservati agli enti che confinano con le Province autonome di Trento e Bolzano; in secondo luogo il sindaco di Breno Sandro Farisoglio ha deciso di non applicare la nuova tassa ma di mantenere in vigore la vecchia Tarsu.

indexCosì alcuni sindaci camuni, guidati dai primi cittadini di Niardo e Malegno, rispettivamente Carlo Sacrisanti e Alessandro Domenighini, hanno deciso di scrivere al prefetto, al ministero dell’Economia e all’Associazione nazionale dei Comuni per far sentire la loro voce di protesta. L’applicazione della nuova tassa – si legge nelle lettera – è complicata dal punto di vista normativa, giacché numerosi sono i dubbi interpretativi, e la maggior parte dei Comuni ha approvato, dopo un grosso lavoro organizzativo, il regolamento per l’applicazione insieme ai bilanci di previsione. Non solo: difficile è stato anche far comprendere a cittadini e aziende le motivazioni per le quali alcune categorie di soggetti avrebbero visto, con il nuovo tributo, un forte incremento del quantum da pagare per il servizio offerto.  Quel che più ha alimentato la polemiche è il fatto che un recentissimo emendamento alla legge di conversione del decreto legge ha finito col premiare i Comuni che non si sono attivati per adeguarsi alla nuova normativa, in quanto chi non ha ancora introdotto la Tares non solo non è stato sanzionato per l’inadempienza ma può anche continuare a riscuotere la vecchia Tarsu.

“Ma che paese è mai questo – concludono – in cui chi fa diligentemente il proprio lavoro rimane cornuto e mazziato e chi prende tempo e viola i termini previsti dalle leggi viene premiato? Ci chiediamo chi d’ora in poi si sobbarcherà il lavoro extra necessario per l’applicazione a livello locale delle leggi nazionali, mettendo la faccia con i cittadini? Noi no di certo”.